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«Le TIC non sono fini a se stesse»

La dimensione sociale delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) è stata l'argomento centrale del convegno del 2007 sulle tecnologie dell'informazione per il progresso europeo (ITEA 2). Nel corso dell'annuale manifestazione tenutasi il 18 e 19 ottobre a Ber...

La dimensione sociale delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) è stata l'argomento centrale del convegno del 2007 sulle tecnologie dell'informazione per il progresso europeo (ITEA 2). Nel corso dell'annuale manifestazione tenutasi il 18 e 19 ottobre a Berlino, le parti interessate di industria, politica e mondo accademico hanno discusso riguardo a come le TIC possano contribuire ad affrontare sfide globali quali l'invecchiamento della società, il divario digitale, il cambiamento climatico, la sicurezza e l'assistenza sanitaria. «Le TIC non sono fini a se stesse, ma contribuiscono ad affrontare le importanti sfide della società», dichiara Rudolf Haggenmüller, presidente di ITEA 2. Tuttavia, i responsabili politici sembrano perdere interesse nelle TIC, aggiunge. «In qualità di parti interessate nell'ambito delle TIC, dobbiamo far presente che siamo noi a fornire soluzioni chiave ai grandi problemi della società non solo in Europa, ma anche nei paesi in via di sviluppo.» È di fondamentale importanza aumentare l'investimento nella ricerca e sviluppo delle TIC al fine di promuovere l'innovazione, la crescita e la creazione di posti di lavoro, afferma Rosalie Zobel, direttrice dell'unità Componenti e sistemi delle TIC, della direzione generale Società dell'informazione e media della Commissione europea. «L'OCSE e altre organizzazioni hanno dimostrato che la metà della crescita della produttività negli ultimi 20 anni è dovuta all'utilizzo di TIC in tutti i settori della società nonché al loro sviluppo nelle stesse imprese. Le TIC contribuiscono pertanto in modo rilevante alla competitività dell'Europa.» Nei soli primi due anni del programma l'Unione europea investirà, a titolo del Settimo programma quadro (7°PQ), poco più di 2 Mrd EUR in tematiche TIC, facendo di queste ultime una delle aree principali del 7°PQ per lo sviluppo tecnologico e della ricerca. Ma, come ritiene Rudolf Haggenmüller, purtroppo sia a livello comunitario sia a livello nazionale, attualmente, sono disponibili più risorse che buone idee per i progetti. Tuttavia, ogni programma di finanziamento ha i propri difetti, afferma. Nel caso delle sovvenzioni dell'Unione europea per la ricerca, ad esempio, «il problema è che sono gli amministratori a definire i campi di ricerca anziché gli scienziati.» ITEA 2 è un cluster EUREKA: EUREKA è un'iniziativa intergovernativa e i suoi cluster, come quelli finanziati dall'UE, coinvolgono istituti di ricerca e imprese di numerosi paesi. Nell'ambito di EUREKA, tutti i partner di progetto devono richiedere finanziamenti a livello nazionale, in quanto devono conformarsi a norme diverse e rispettare termini differenti, precisa Rudolf Haggenmüller. «Ne consegue che tra la definizione e l'inizio del progetto esiste un lasso di tempo sprecato dovuto alla mancanza di sincronizzazione tra priorità nazionali e decisioni di finanziamento.» Rudolf Haggenmüller è consapevole che le iniziative tecnologiche congiunte (ITC) dell'Unione europea hanno lo scopo di risolvere questo problema, tuttavia dubita che essere permetteranno di risparmiare tempo e di avviare i progetti più rapidamente. Parlando in termini generali, l'Europa esita troppo nel cogliere opportunità di nuovi orientamenti e sviluppi. «Gli europei vogliono sempre essere certi del successo di un'idea», afferma Rudolf Haggenmüller. Per questo motivo, non mantengono lo stesso ritmo di Stati Uniti e India. Perché l'Europa possa essere in grado di competere con questi paesi, Rudolf Haggenmüller ritiene che sia necessario uno strumento efficace per controbilanciare l'Istituto di tecnologia del Massachusetts (MIT) e l'Istituto indiano per la tecnologia (IIT). Pertanto, Haggenmüller accoglie con favore l'idea di un Istituto europeo di tecnologia (IET) che, a suo parere, dovrebbe includere una «facoltà» dedicata esclusivamente alle TIC. «Gli standard e le architetture informatiche specifiche non vengono realizzate per puro caso», afferma. «Dato che le TIC sono responsabili dell'80-90% delle innovazioni in alcuni settori, credo fermamente che ci sia bisogno di una Comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) dedicata alle TIC». ITEA 2 è un programma strategico paneuropeo che coordina ricerca e sviluppo precompetitivi nei software integrati e distribuiti. Essendo parte del programma strategico di raggruppamento di EUREKA, il compito di ITEA è quello di collegare finanza, tecnologia e ingegneria del software a livello europeo. Solo quest'anno, nell'ambito di ITEA 2, sono in corso 45 progetti che svolgono ricerche sull'utilizzo di sensori per il monitoraggio dei pazienti a distanza, su nuove norme nella tecnologia dell'intrattenimento o su interfacce intese a semplificare la progettazione congiunta di prodotti.

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