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Un dispositivo innovativo permette una diagnosi più precoce del cancro al seno

Un team di ricercatori finanziati dall'UE ha sviluppato un nuovo tipo di tecnica per la mammografia che usa l'imaging molecolare e che potrebbe aiutare a scoprire prima il cancro al seno. Questa tecnica è stata oggetto di ricerca nell'ambito del progetto MAMMI (Mammography w...

Un team di ricercatori finanziati dall'UE ha sviluppato un nuovo tipo di tecnica per la mammografia che usa l'imaging molecolare e che potrebbe aiutare a scoprire prima il cancro al seno. Questa tecnica è stata oggetto di ricerca nell'ambito del progetto MAMMI (Mammography with molecular imaging) che ha ricevuto 2,5 Mio EUR di finanziamenti all'interno dell'Area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute" del Sesto programma quadro (6° PQ). Coordinato dal Consiglio nazionale spagnolo per la ricerca (CSIC), il team pan-europeo era formato da scienziati provenienti da otto istituzioni di Germania, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia. Il dispositivo MAMMI, progettato specificamente per rilevare il cancro al seno nelle prime fasi, offre la più alta risoluzione e sensibilità attualmente disponibili. Questo significa che sarà usato principalmente per la diagnosi precoce del cancro al seno e per valutare come i pazienti rispondono alla chemioterapia. Per catturare un'immagine con questo dispositivo, la paziente si stende in posizione prona su un tavolo disegnato per questo scopo e mette un seno in una delle aperture. Accanto al tavolo, lo specialista che aziona il dispositivo posiziona un carrello sul quale si trova il sistema di rilevamento basato su un sensore a raggi gamma. Grazie alla forma ad anello del rilevatore, che circonda la forma del seno, non è necessario comprimere il seno. Il dott. José María Benlloch del CSIC spiega come questo potenzia significativamente la "visualizzazione e la diagnosi", visto che i tumori sono a volte "molto vicini alla base del muscolo pettorale". Nelle prime fasi del cancro, le cellule maligne si moltiplicano in modo incontrollato e dopo qualche anno la lesione diventa visibile con le attuali tecniche. In seguito, la lesione si estende e ci vuole circa un altro anno perché sia rilevabile al tatto. Le attuali pratiche di diagnosi e le mammografie tradizionali si basano su immagini morfologiche e di conseguenza non riconoscono il cancro finché non c'è una lesione; al contrario, una radiografia della ghiandola mammaria fatta con il dispositivo MAMMI si basa sulla tecnica di tomografia a emissione di positroni (PET) per la diagnosi del cancro al seno, che offre una serie di vantaggi. La tecnica PET nel dispositivo MAMMI misura l'attività metabolica del tumore localizzando l'alto assorbimento di glucosio da parte delle cellule cancerose. Questo permette agli specialisti di rilevare la malattia molto prima, uno sviluppo che sarà accolto positivamente per chi ne soffre; la ricerca condotta finora conferma che la diagnosi precoce riduce la mortalità del 29%. Sebbene attualmente si usino scansioni PET di tutto il corpo, per la maggior parte esse sono riservate a coloro cui è stato già diagnosticato il cancro al seno o alle persone che hanno un alto rischio di soffrire di questa malattia e anche in questi casi il risultato è un'immagine a bassa risoluzione che non rileva i tumori piccoli. Il dispositivo MAMMI, però, si concentra esclusivamente sui seni in modo che i rilevatori siano molto vicini a essi ed è in grado di identificare tumori nei primissimi stadi. Il dispositivo MAMMI riesce a vedere lesioni di 1,5 mm, rispetto al limite di 5 mm degli attuali macchinari. Quindi, oltre a migliorare la diagnosi in tutti i pazienti, la tecnica può essere particolarmente efficace per le donne che hanno protesi al seno o per le donne nelle quali è difficile ottenere un'immagine chiara a causa della densità del seno. Il dispositivo MAMMI è inoltre più comodo per i pazienti, il che significa che sarà particolarmente utile per curare gli anziani e i disabili. Ospedali e centri sanitari di tutto il mondo hanno mostrato interesse nell'acquisto del dispositivo. Attualmente è in uso presso l'Istituto nazionale per il cancro di Amsterdam nei Paesi Bassi. È stato usato per un certo periodo anche presso il Politecnico di Monaco in Germania e sarà presto istallato all'Ospedale provinciale di Castellon in Spagna. Questo dispositivo per la mammografia può monitorare inoltre se la cura del cancro al seno seguita da un paziente sta funzionando, mostra infatti l'assorbimento di glucosio e rivela se ci sono ancora tessuti cancerosi dopo l'operazione. Con le tecniche esistenti è impossibile distinguere il tessuto tumorale dalla cicatrice lasciata dall'operazione. Questo nuovo tipo di terapia può mostrare anche se i livelli di radiazioni e di chemioterapia sono efficaci o devono essere modificati.Per maggiori informazioni, visitare: Consiglio nazionale spagnolo per la ricerca (CSIC): http://www.csic.es/web/guest/home

Paesi

Germania, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia

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