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Attraversare la barriera emato-encefalica

Per celebrare il Mese europeo del cervello, ci occupiamo di un progetto finanziato dall'UE dedicato alla somministrazione dei farmaci attraverso la cosiddetta barriera emato-encefalica. Nonostante la sua importante funzione protettiva, la barriera emato-encefalica (BEE) è or...

Per celebrare il Mese europeo del cervello, ci occupiamo di un progetto finanziato dall'UE dedicato alla somministrazione dei farmaci attraverso la cosiddetta barriera emato-encefalica. Nonostante la sua importante funzione protettiva, la barriera emato-encefalica (BEE) è ormai riconosciuta come il principale ostacolo nella cura delle malattie neurologiche, in quanto impedisce a molte sostanze terapeutiche e diagnostiche potenzialmente importanti di raggiungere il sistema nervoso centrale (SNC). I metodi usati in precedenza per migliorare l'arrivo a destinazione dei farmaci miravano principalmente a usare il meccanismo di trasporto transcellulare, dedicato al trasporto selettivo di specifiche molecole attraverso la BEE. Questi metodi hanno avuto un successo limitato, specialmente per quanto riguarda i farmaci che comprendono molecole grandi. Il problema risiede principalmente nei collegamenti tra una cellula e l'altra, che praticamente decidono cosa può passare e cosa non può passare attraverso la BEE. Fino a poco tempo fa, la carenza di conoscenze sulla composizione molecolare e sul funzionamento di questi collegamenti ha ostacolato lo sviluppo di strategie sicure per la somministrazione dei farmaci. I membri del progetto JUSTBRAIN ("Blood-Brain Barrier Junctions as Targets for Paracellular Drug Delivery to the Brain"), con 3 milioni di euro in finanziamenti del 7° PQ e coordinati dalla professoressa Britta Engelhardt dell'Università di Berna, hanno raccolto importanti conoscenze sulla struttura e sulla funzione dei collegamenti tra le cellule della BEE. Hanno identificato segnali cellulari che controllano l'espressione di singole proteine di collegamento e hanno cominciato a sviluppare metodi per aprire o chiudere i collegamenti della BEE. Usando modelli di BEE in vitro e in vivo e modelli animali di malattie neurologiche, nelle quali un'apertura della BEE potrebbe essere terapeutica, JUSTBRAIN ha lavorato per identificare un'intera nuova piattaforma di obiettivi molecolari medicabili che potrebbero essere usati per bypassare la BEE. In questo modo, JUSTBRAIN prevede di migliorare il modo in cui i farmaci vengono consegnati nel SNC e quindi di espandere le possibilità diagnostiche e terapeutiche per le malattie neurologiche. Mancano le terapie per la maggior parte di queste malattie, che vanno da malattie rare ma letali come i tumori primari del cervello, a grandi problemi per la salute pubblica come le metastasi nel cervello, la sclerosi multipla, l'ictus o il morbo di Alzheimer. La consegna di composti diagnostici o terapeutici efficaci all'interno del cervello rimane una grande sfida per la scienza medica. Le stime attuali mostrano che solo il 2 % dei farmaci a molecole piccole e quantità ancora minori di farmaci a molecole grandi attraversano la BEE, ostacolando gravemente lo sviluppo di terapie farmacologiche e immunoterapie per le malattie del cervello. Aiutandoci a capire meglio i meccanismi coinvolti nel passaggio dei farmaci attraverso la BEE, il progetto JUSTBRAIN sta dando un importante contributo in questo campo di studio di grande interesse.Per maggiori informazioni, visitare: JUSTBRAIN http://www.justbrain-fp7.eu/ Università di Berna http://www.zib.unibe.ch/content/index_eng.html

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Svizzera