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CORDIS partecipa alla Settimana europea delle regioni e delle città

L’appuntamento annuale di quattro giorni della Settimana europea delle regioni e delle città, che si tiene dal 2003 e ha luogo a Bruxelles dal 7 al 10 ottobre, è cresciuto fino a diventare l’evento chiave della politica e dello sviluppo regionale dell’UE. Quest’anno, CORDIS è stato orgoglioso di essere tra i circa 9 000 partecipanti in qualità di espositore, oltre a partecipare alle sessioni.

ECONOMIA DIGITALE

Copertura di eventi

© European Week of Regions and Cities (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/)

La Settimana europea delle regioni e delle città è il più grande evento al mondo specificamente orientato allo sviluppo regionale e urbano. Sullo sfondo di un Parlamento europeo appena eletto e della finalizzazione del nuovo Collegio dei commissari europei, è stata lanciata la 17a edizione con i seguenti temi opportunamente lungimiranti: «Il futuro dell’UE e i ruoli di regioni e città», «Un’Europa più vicina ai cittadini» e «Un’Europa più verde». L’evento ha offerto un’occasione unica per immergersi nella moltitudine di modi creativi con​cui le regioni e le città ottimizzano i finanziamenti dell’UE, sia a livello politico generale per un’Europa più intelligente, più verde e più inclusiva, che a un livello più prosaico, per migliorare la vita quotidiana dei cittadini. Mentre l’evento continua a seguire un’ambizione, iniziata nel 2010, di ridurre la produzione di rifiuti, il suo incoraggiamento a esposizioni prive di supporti cartacei ha offerto molte opportunità per l’apprendimento pratico, con mostre che presentano di tutto, da dispositivi di realtà virtuale alla birra a base di briciole di pane.

Avvicinarsi ai cittadini

Uno sforzo memorabile per rendere il lavoro dell’UE più rilevante per i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono o da ciò che fanno, è stato in mostra all’allestimento Servizio Ricerca del Parlamento europeo denominato «COSA FA PER ME L’EUROPA». Il fulcro dell’iniziativa è un sito web multimediale consultabile che presenta sintesi tematiche o regionali su come i finanziamenti dell’UE possono migliorare la vita quotidiana. Il sito copre tutto, dai livelli alti, quali le politiche per la protezione dei dati personali, ai più banali, quali l’etichettatura dei prodotti per garantire gli standard di sicurezza. Ma oltre a mostrare gli sforzi per comunicare la rilevanza dei progetti dell’UE alla vita dei cittadini, l’evento ha anche messo in evidenza il lavoro per rendere in primo luogo le esigenze dei cittadini più pertinenti ai progetti dell’UE. Un seminario, intitolato «Scienza per i cittadini: come la scienza incontra le regioni e le città», è iniziato con un membro del collegio che ha sottolineato che, in un contesto di crescente sfiducia nei confronti di esperti e competenze, si è rivelato urgente coinvolgere i cittadini nella ricerca fin dall’inizio. Basandosi su questo tema, Marzia Mazzonetto, una responsabile di progetto dell’ECSA (European Citizen Science Association), nell’ambito dell’iniziativa EU-Citizen.Science ha sottolineato che chiunque può essere coinvolto. Ha citato un progetto finanziato dall’UE denominato D-NOSES, che consente ai cittadini di Barcellona di mappare gli eventuali problemi di odore nelle loro vicinanze segnalandoli attraverso un’app appositamente progettata. Il progetto è stato operativo in 10 città in tutta Europa (e oltre), con piani a lungo termine per lo sviluppo di un osservatorio degli odori. La Mazzonetto ha sottolineato che il potere di iniziative come questa è che una volta che hanno i dati a disposizione, le persone possono esercitare pressioni affinché i politici e i responsabili delle politiche agiscano. A Barcellona, infatti, sono stati 270 i reclami provenienti da almeno 35 utenti diversi dal lancio del progetto nel 2016.

La «quadrupla elica» delle parti interessate

Ma cosa accade quando le esigenze o le ambizioni sono in conflitto? Secondo il membro del collegio Nhien Nguyen, professoressa associata presso l’Università norvegese di scienza e tecnologia, l’adozione dell’approccio a «quadrupla elica» che coinvolge cittadini, università, industria e autorità pubbliche a livello locale, nazionale e transnazionale, può aiutare. Qui tutti i principali interlocutori hanno voce in capitolo e una volta che hanno mappato collettivamente l’ecosistema esistente (includendo non solo prove scientifiche ma anche conoscenze tacite), possono co-creare opportune strategie. Intervistata da CORDIS, la Nguyen ha aggiunto che «se si vuole che la scienza dei cittadini funzioni, deve essere presente una base di comprensione condivisa». Ha continuato spiegando che la chiave per raggiungere questo obiettivo era la coltivazione di mentalità di pensiero critico, insieme alla traslazione di alcuni dei gerghi tanto amati dai politici quanto dagli scienziati. Ha anche sottolineato l’importanza di rendere la scienza dei cittadini divertente e pertinente, prima di aggiungere che «Se le persone sapessero che questo è il loro diritto, i cittadini avrebbero maggiori probabilità di essere coinvolti».

Il potere della co-creazione

Uno stand che ha attirato l’attenzione di CORDIS è stato quello del progetto BLOOM, finanziato dall’UE, creato per migliorare la conoscenza dei cittadini a proposito della bioeconomia con cinque hub regionali istituiti per funzionare come comunità di pratica. Per identificare gruppi bersaglio, barriere e opportunità chiave e in definitiva sviluppare attività sul territorio, il progetto ha avviato seminari di co-creazione con le parti interessate. Un risultato molto pratico già realizzato in collaborazione con European Schoolnet, è stato una serie di risorse didattiche di bioeconomia progettate dagli insegnanti, «che funzionano in modo molto simile a un libro di cucina» come ha segnalato a CORDIS il dott. Norbert Steinhaus, membro del progetto, quando abbiamo visitato lo stand BLOOM. L’approccio è stato ora testato con circa insegnanti operanti in 10 paesi. Fino ad oggi il processo ha portato anche a una guida di co-creazione disponibile pubblicamente e, come ha sottolineato la dott.ssa Ilse Marschalek, anche lei partecipante al progetto, «a semi piantati per progetti successivi e la responsabilizzazione delle persone ad avviare i propri progetti». E con Orizzonte Europa che si avvicina rapidamente, CORDIS non vede l’ora di incontrare i frutti di questa ispirazione, in una futura edizione della Settimana europea delle regioni e delle città.

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