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Una garanzia di sicurezza standardizzata all’orizzonte per le infinite possibilità dell’interconnettività

Internet ha rivoluzionato il modo in cui le persone interagiscono con i dati e con il quale i sistemi ciberfisici stanno collegando oggetti quali auto, strumenti chirurgici e robot di fabbrica. Il progetto SafeCOP ha prodotto un quadro generale per garantire la sicurezza e la protezione di questi complicati sistemi interconnessi.

Economia digitale
Sicurezza

Dalle auto a guida autonoma alle reti elettriche intelligenti fino all’Internet delle cose, ciò che un tempo era materia di fantascienza e di città del futuro sta iniziando a prendere forma intorno a noi. Servono strumenti critici per certificare, sviluppare e gestire la complessità in maniera sicura e affidabile, garantendo che la trasformazione non porti a comportamenti di sistema imprevedibili e forse anche pericolosi o a perdite di dati. Il progetto SafeCOP, finanziato dall’UE, ha sviluppato gli strumenti che consentiranno una collaborazione wireless sicura e protetta tra sistemi ciberfisici collaborativi. Un ulteriore livello di sicurezza e protezione wireless dipendente dal protocollo garantirà che lo stesso varrà anche per i sistemi del futuro.

Standardizzare infinite possibilità

La capacità di creare sistemi ciberfisici che connettano oggetti e infrastrutture fisiche tra loro e alla rete attraverso capacità di rilevamento, controllo e messa in rete, sta rivoluzionando settori come i trasporti, la salute, l’ambiente e la sicurezza. Vista la crescente interconnettività degli oggetti e la nostra rapida marcia verso l’Internet delle cose, le potenziali applicazioni dei sistemi ciberfisici hanno come unico limite l’immaginazione umana. Questa situazione crea importanti sfide per la certificazione e la regolamentazione di questi sistemi dei sistemi e per la ragionevole valutazione dei rischi nonché per la garanzia della sicurezza e dell’interoperabilità. Attualmente i vari sistemi o dispositivi sono certificati da diverse «norme». Ad esempio, l’elettronica delle auto deve essere conforme allo standard ISO 26262. Aggiungere un nuovo sistema al sistema dei sistemi avrebbe richiesto una ricertificazione rafforzata e complessa. SafeCOP ha sviluppato i metodi e gli strumenti di simulazione necessari per produrre l’evidenza di garanzia della sicurezza richiesta per la certificazione delle funzioni collaborative. Il team ha sottoposto proposte per gli standard di certificazione e diffusione alle autorità di certificazione e ai comitati di normalizzazione. Come spiega il coordinatore del progetto, Detlef Scholle di Alten Sweden: «L’approccio di garanzia della sicurezza di SafeCOP renderà possibile una certificazione conveniente in termini di costi dei sistemi ciberfisici collaborativi e il lavoro sulla protezione garantirà che i problemi di protezione non compromettano la sicurezza».

Al via una comunicazione wireless più sicura e un «gestore della sicurezza»

Per Scholle, «il principale risultato del progetto è il suo “livello di sicurezza e protezione” proposto a livello applicazione e indipendente dal protocollo, oltre ai protocolli esistenti per garantire meccanismi collaborativi distribuiti sicuri e protetti». Si attueranno così nuove applicazioni sicure in aree che vanno oltre i casi d’uso del progetto, quali i robot mobili intelligenti negli scenari dell’Industria 4.0. SafeCOP ha anche definito un’architettura di gestione del runtime per il rilevamento del comportamento anomalo in runtime, attivando la gestione di qualità del servizio rispetto a una modalità adattata e degradata in termini di sicurezza. L’architettura supporta funzioni collaborative correlate alla sicurezza per l’applicazione in aree coperte dai casi d’uso SafeCOP, inclusa l’assistenza sanitaria, le spedizioni e la gestione del trasporto/traffico e si prevede che sarà il sistema di riferimento per le applicazioni future.

Tra sogni e realtà

Le possibilità delle applicazioni per i sistemi dei sistemi ciberfisici sono vertiginose e, fino ad oggi, il percorso del loro sviluppo, certificazione e dispiegamento è stato lungo, difficile e caro. Come sintetizza Scholle, «la struttura e la tecnologia SafeCOP permettono lo sviluppo di prodotti ciberfisici collaborativi in wireless da più fornitori e un processo di garanzia della sicurezza a basso costo e semplice. I risultati sono stati diffusi ai rispettivi comitati di normalizzazione per la successiva fase di regolamentazione e uso diffuso.

Parole chiave

SafeCOP, sicurezza, protezione, sistemi ciberfisici, certificazione, collaborativo, garanzia della sicurezza, wireless, Internet delle cose, normalizzazione

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