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Un modo sostenibile di controllare le specie invasive

Una ricercatrice dell’UE sta analizzando l’utilizzo delle tecniche dell’insetto sterile per controllare le popolazioni di parassiti in modo ecocompatibile.

Cambiamento climatico e Ambiente

Le specie invasive possono causare seri danni in un determinato ambiente, e disturbare in modo significativo la società umana. Basti pensare alla Drosophila suzukii, ovvero il moscerino dei piccoli frutti. Originario del sud-est asiatico, questo insetto è diventato una delle principali specie di parassita in Europa, ed è responsabile dell’infestazione e distruzione della frutta durante la fase di maturazione. Da sempre, le specie di parassiti vengono eliminate mediante l’uso di pesticidi. Tuttavia, i pesticidi possono avere effetti nocivi a lungo termine su un intero ecosistema, causando spesso più danni della specie infestante originaria. Mentre i ricercatori studiano metodi più efficaci per il controllo delle specie invasive, si guarda con sempre maggior attenzione al ruolo della selezione sessuale durante l’adattamento. Ad esempio, il progetto SexSelec_Invasion finanziato dall’UE ha esaminato le potenzialità offerte dall’utilizzo di strategie di accoppiamento per controllare le popolazioni di parassiti in modo evolutivo e sostenibile. «Il mio obiettivo è offrire sia una conoscenza base delle dinamiche della selezione sessuale, sia informazioni essenziali per lo sviluppo di metodi sostenibili ed ecocompatibili per la lotta alle specie infestanti», afferma Julie Collet, biologa evolutiva e borsista del programma Marie Skłodowska-Curie presso il Centro di ecologia funzionale ed evolutiva di Montpellier, in Francia.

Il potenziale sostenibile delle tecniche dell’insetto sterile

Il progetto SexSelec_Invasion, realizzato con il sostegno delle Azioni Marie Skłodowska Curie, ha approfondito l’utilizzo delle tecniche dell’insetto sterile (SIT, Sterile Insect Techniques) per il controllo ecocompatibile delle popolazioni di Drosophila suzukii, i moscerini dei piccoli frutti. Si tratta di un metodo che induce l’accoppiamento sterile mediante il frequente rilascio di grandi quantità di maschi sterili provenienti da allevamento massale. Per iniziare, Collet ha individuato i tratti che determinano il successo di accoppiamento dei maschi. «Sapendo che la forma, le dimensioni e il livello di pigmentazione delle macchie sulle ali dei maschi determinano il successo del loro accoppiamento, siamo in grado di avviare una produzione massale di maschi sterili aventi queste caratteristiche», spiega Collet. «Ciò garantisce a sua volta che i maschi sterili possano competere con successo contro i maschi locali non sterili». Sebbene il metodo SIT abbia effetti collaterali limitati sull’ambiente, sussiste tuttavia il rischio che le femmine possano prima o poi evolversi, sviluppando resistenza e sottraendosi all’accoppiamento con i maschi sterili. La ricerca di Collet ha cercato inoltre di stabilire se e quanto velocemente le femmine possano sviluppare una forma di adattamento al metodo SIT mediante discriminazione dei maschi sterili. «Dopo aver applicato una selezione artificiale divergente ai valori alti e bassi dell’attrazione esercitata dalle macchie sulle ali dei maschi, non è stata osservata alcuna evoluzione nella scelta da parte delle femmine», aggiunge Collet. «Ciò suggerisce che una data popolazione non è in grado di adattarsi rapidamente alle tecniche SIT, pertanto queste possono ritenersi un metodo sostenibile per la lotta alla Drosophila suzukii».

Una prova di concetto

Fornendo conoscenze approfondite sull’evoluzione dei tratti sessuali della Drosophila suzukii, la ricerca di Collet apre le porte a nuovi metodi per il controllo delle specie invasive. «Questo progetto è una prova di concetto che le tecniche SIT possono essere utilizzate per controllare le popolazioni di Drosophila suzukii in modo sostenibile ed ecocompatibile», osserva Collet. «Inoltre, il nostro lavoro documenta un eccezionale esempio dell’evoluzione dei tratti sessuali maschili e della loro importanza nel successo dell’accoppiamento dei maschi». Collet ha presentato domanda per una posizione permanente, in modo da poter avviare un suo laboratorio dove proseguire il lavoro iniziato con questo progetto.

Parole chiave

SexSelec_Invasion, sostenibile, specie invasive, tecniche dell’insetto sterile, specie infestanti, pesticidi

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