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The Integrated Initiative of European Laser Research Infrastructures

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Obiettivo: diffondere la «ricchezza» tecnologica a livello globale

La tecnologia laser è alla base dei progressi in settori cruciali per l’innovazione e l’importanza socioeconomica. Poiché nessun istituto di ricerca laser da solo può permettersi tutte le tecnologie necessarie né ha lo spazio sufficiente per ospitarle, un’iniziativa finanziata dall’UE ne ha riunito un gran numero per favorire un accesso aperto e condiviso.

Ricerca di base

Fattore chiave per la realizzazione di applicazioni e prodotti molto diversificati, la tecnologia laser è fondamentale in settori quali l’energia, l’ambiente, l’informazione e la comunicazione, la scienza, l’industria, l’elettronica di consumo, la conservazione dei beni culturali, l’intrattenimento e la medicina. L’Europa sta gettando solide basi per la leadership nelle tecnologie e applicazioni laser con Laserlab-Europe, l’iniziativa integrata delle infrastrutture di ricerca laser europee. Dal 2004, con il finanziamento UE del primo progetto LASERLAB-EUROPE, altri tre cicli di finanziamento UE hanno praticamente raddoppiato il numero di singole infrastrutture laser della rete (da 17 a 33) e dei paesi rappresentati (da 9 a 16). Il quarto progetto LASERLAB-EUROPE si è concluso nel novembre 2019 con un significativo miglioramento delle capacità e dei servizi, l’aggiunta di una nuova infrastruttura di ricerca in Spagna e una serie di prestigiose pubblicazioni scientifiche. LASERLAB-EUROPE V è ora in piena attività.

Le strutture, la competenza e la collaborazione reciproca danno i loro frutti

Secondo la responsabile del progetto Daniela Stozno del Max Born Institute, «Laserlab-Europe integra i punti di forza dei principali istituti nazionali di ricerca laser in un’infrastruttura virtuale di ricerca laser europea completa. Le sue capacità tecniche e scientifiche integrate non hanno precedenti a livello mondiale e sono accessibili agli utenti di tutto il mondo attraverso l’accesso aperto indipendentemente dalla nazionalità». Oltre al programma di accesso transnazionale, il progetto ha finanziato attività di ricerca congiunte in numerose aree di intervento. L’accesso transnazionale supporta studi in settori molto diversi tra loro, tra cui le scienze della vita, le scienze ambientali e la fisica atomica e molecolare. Gli scienziati hanno utilizzato tecniche di microscopia per studiare la modulazione delle risposte immunitarie avvalendosi di anticorpi monoclonali, un approccio promettente alle terapie oncologiche. I ricercatori hanno studiato intermedi reattivi rilevanti per i processi di combustione e la chimica atmosferica. I progressi hanno consentito anche la misurazione ultrarapida di fotoelettroni emessi in entrambe le direzioni a causa della luce polarizzata circolare che colpisce le molecole chirali. All’interno delle attività di ricerca congiunte sono stati sviluppati nuovi metodi, tecniche e strumenti per la ricerca e le applicazioni biomediche che avranno un importante impatto clinico. Ad esempio, un team ha sviluppato tecniche di localizzazione e manipolazione di singole molecole per studiare il traffico intracellulare, la regolazione dell’espressione genica e il morbo di Alzheimer. Un altro team ha messo a punto una metodologia di imaging multicolore compatibile con l’imaging dal vivo di campioni biologici. Importanti ostacoli della fisica dei laser sono stati superati con lo sviluppo di materiali laser, tecnologie di raffreddamento avanzate e nuove architetture laser.

Obiettivo: ottimizzare e ampliare l’accesso

Come ci spiega Stozno: «Il numero di progetti e di utenti ha superato gli obiettivi iniziali rispettivamente del 6 % e del 35 %. La “Dynamic Access Allocation Policy” (strategia di assegnazione ad accesso dinamico) ci ha consentito di ottimizzare l’accesso in base alla domanda dell’utente e alle variazioni di disponibilità, ad esempio a causa delle interruzioni per importanti aggiornamenti». In questo modo i giorni di accesso totali sono aumentati del 14 % rispetto all’impegno contrattuale originario. I giovani ricercatori, in particolare dottorandi e postdoc, rappresentano più della metà degli utenti. Laserlab-Europe fornisce l’accesso transnazionale anche ad utenti extra UE, non solo come parte di team europei ma su base paritaria. Del totale delle unità di accesso, il 15 % è stato assegnato a utenti non europei. Come sottolinea il coordinatore del progetto Claes-Göran Wahlström: «Laserlab-Europe non mette solo in contatto scienziati, tecnici e utenti delle infrastrutture di ricerca in tutto il mondo, ma promuove anche l’amicizia e la fiducia oltre i confini nazionali». Non c’è momento migliore di questo per una cooperazione scientifica globale e vantaggiosa per tutti.

Parole chiave

LASERLAB-EUROPE, laser, infrastrutture di ricerca, accesso transnazionale, imaging, attività di ricerca congiunte, scienze ambientali, microscopia, anticorpi monoclonali, cancro, molecole chirali, morbo di Alzheimer

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