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Un kit diagnostico offre una valutazione rapida della resistenza agli antibiotici

È stato sviluppato un metodo rapido e a basso costo per valutare la resistenza agli antibiotici in ceppi di batteri. Esso potrebbe contribuire a superare una sfida fondamentale per la sanità globale.

Salute

L’abuso di antibiotici per il trattamento di varie infezioni e malattie ha provocato la comparsa di ceppi batterici resistenti. Questa resistenza agli antimicrobici è diventata un’epidemia globale, responsabile attualmente di oltre 23 000 decessi l’anno solo nell’UE. «La resistenza agli antimicrobici è inoltre associata a un aumento della morbilità, a tempi di ricovero più lunghi e a un aumento significativo dei costi medici associati», aggiunge Albert Quintana, coordinatore del progetto ResisTEST. «La diffusione di ceppi multiresistenti, alcuni dei quali resistono a tutti o quasi gli antibiotici noti ci sta portando sempre più vicini a una situazione simile all’era pre-antibiotici. Ciò provocherà senza dubbio gravi conseguenze a livello sanitario».

Nuove tecniche diagnostiche

A causa delle difficoltà nell’individuazione, nello sviluppo e nella produzione di nuovi antibiotici, mancano opzioni terapeutiche disponibili. Infatti, nessun antibiotico nuovo è stato lanciato sul mercato dal 1987. È dunque evidente l’esigenza di trovare metodi di rilevamento rapidi e convenienti, in grado di selezionare nuovi antibiotici efficaci. «Una delle sfide principali è che oggi la diagnostica fa affidamento principalmente sulle colture batteriche», spiega Quintana, professore associato di biologia cellulare, fisiologia e immunologia presso l’Istituto di neuroscienze dell’Università autonoma di Barcellona, in Spagna. «Tale sistema, per quanto informativo, presenta diversi svantaggi, come il tempo di elaborazione lungo e la bassa sensibilità». Anche i metodi diagnostici innovativi, come quello basato su PCR, sebbene rapidi e molto sensibili, sono limitati a un numero ristretto di patogeni e/o resistenze. Altre tecnologie possibili, come il sequenziamento di DNA, richiedono apparecchiature costose e una formazione specializzata, fattori che ne limitano l’impiego clinico. Il progetto ResisTEST, finanziato dall’UE, è stato lanciato per provare a superare tali sfide e sviluppare nuovi strumenti diagnostici efficienti, al fine di identificare nuovi farmaci potenziali. «Il progetto ResisTEST è iniziato davvero per caso», afferma Quintana. «Mi trovavo su un treno per Barcellona e stavo leggendo del crescente problema della resistenza agli antimicrobici». Il laboratorio di Quintana presso l’Università autonoma di Barcellona è dedicato allo sviluppo di strumenti innovativi per la valutazione dei mitocondri. Questi organuli presenti nelle cellule hanno origine batterica e, pertanto, condividono alcune caratteristiche con i batteri. «Durante quel viaggio in treno ho iniziato a riflettere su come avremmo potuto modificare i nostri strumenti per utilizzarli con i batteri. Proprio così è iniziato il progetto ResisTEST». Per farlo, Quintana e il suo team si sono prefissi di sviluppare un metodo per concentrare i ribosomi batterici a partire da campioni. I ribosomi, presenti in tutte le cellule viventi, sintetizzano le proteine, che a loro volta svolgono funzioni cellulari fondamentali come la direzione dei processi chimici o la riparazione dei danni. Il passo successivo era quello di trovare un modo per purificare l’RNA, le cui molecole includono istruzioni genetiche di fondamentale importanza per lo sviluppo e la preservazione della vita.

Controffensiva alla resistenza agli antimicrobici

Quintana è riuscito a dimostrare la fattibilità dell’impiego di tale tecnica in un contesto di laboratorio controllato, su colture batteriche con resistenze note agli antibiotici. In tal modo, ha potuto sviluppare un anticorpo per una sequenza di batteri specifica. «I risultati preliminari suggeriscono che il nostro anticorpo ha prestazioni migliori rispetto a quelli disponibili in commercio», aggiunge. «Soprattutto, siamo riusciti a dimostrare che questa tecnologia è in grado di fornire diagnosi rapide ed estremamente sensibili dell’efficacia di un farmaco, a un costo accessibile». Quintana e il suo gruppo di ricerca stanno ora lavorando allo sviluppo clinico e alla convalida della tecnologia, e stanno cercando accordi di partenariato commerciale per ampliare il processo. «Questo approccio rivoluzionario potrebbe rappresentare una svolta importante nella lotta contro la resistenza agli antimicrobici, permettendoci di scegliere un antibiotico per il trattamento di infezioni con sospetta resistenza», afferma. «Ciò avrebbe un impatto notevole a livello sociale, sanitario e ambientale».

Parole chiave

ResisTEST, antibiotico, antimicrobico, infezioni, malattie, batterico, resistenza agli antimicrobici, patogeni

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