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A 3D printed, affordable myoelectrical prosthetic hand of personalizeable size for optimal comfort and functionality

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Presto, una mano per milioni di persone che ne hanno bisogno

Le mani sono una parte fondamentale di ciò che siamo e di come interagiamo con il mondo che ci circonda. Una PMI norvegese produttrice di una mano protesica pionieristica e conveniente punta a consentire un accesso giusto ed equo al suo dispositivo ausiliare in grado di cambiare la vita.

Salute

Le nostre mani non sono solo funzionali, ma anche fondamentali per la nostra capacità di svolgere le attività della vita quotidiana come abbottonare i vestiti, lavarsi i denti o prendere una carta di credito dal tavolo. Sono anche un’ancora di salvezza per le attività che migliorano il comfort emotivo e la connessione sociale, dal sollevare un bicchiere di vino per un brindisi all’accarezzare il viso di una persona cara o salutare un amico. I dati e le statistiche riguardanti la necessità e l’uso di mani protesiche sono limitati, anche se la perdita degli arti è sorprendentemente comune e i numeri sono in crescita. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che solo 1 persona su 10 che ha bisogno di dispositivi ausiliari può accedervi, a causa di una serie di fattori tra cui il costo elevato e la mancanza di consapevolezza, disponibilità, personale formato, politiche e finanziamenti. Inoltre, nonostante i significativi progressi, le prestazioni delle mani protesiche sono ancora molto inferiori rispetto a quelle delle loro controparti biologiche. Ma grazie al sostegno dell’UE al progetto HelpingHAND, tutto questo sta cambiando.

Movimento sincronizzato «fluido» orchestrato da un solo direttore

La maggior parte delle mani protesiche è elettromeccanica ed è caratterizzata dal fatto che ogni dito viene azionato da un motore individuale, avvalendosi di materiali che non possono competere con la natura. Spiega Ole Olsen, responsabile commerciale di Hy5 e coordinatore del progetto HelpingHAND: «Hy5 usa una tecnologia micro-idraulica azionata elettricamente per far funzionare MyHand. Invece di cinque motori, uno per ogni dito, MyHand ne ha uno solo, che alimenta il pompaggio del fluido per muovere le dita attraverso piccoli cilindri idraulici. La pompa utilizza una bassa pressione per controllare la chiusura della mano intorno a un oggetto 3D, dopo di che entra in gioco l’alta pressione per ottenere una presa forte, sicura e adattabile. MyHand è quindi più semplice, più leggera, più forte, più durevole e robusta, meno costosa e più funzionale rispetto alle altre mani protesiche dello stesso segmento di mercato». Hy5 sfrutta la stampa 3D per produrre dita in titanio e un palmo della mano con canali micro-idraulici, una caratteristica che altrimenti non sarebbe possibile ottenere. Tale soluzione non solo permette l’uso di materiali più leggeri e resistenti, ma riduce anche i costi e i tempi di produzione e permette di personalizzare le dita in base alle dimensioni e alle esigenze del singolo paziente tramite la scansione 3D e i file CAD.

Mano nella mano

Il finanziamento UE del progetto HelpingHAND ha contribuito a spianare la strada alla commercializzazione. Spiega Olsen: «Il progetto ci ha permesso di raccogliere una grande quantità di dati da pazienti di tutto il mondo, un risultato che altrimenti sarebbe stato molto difficile da raggiungere. È il feedback a guidare l’evoluzione del prodotto: ci muove verso il nostro obiettivo di dare una mano al mondo con prodotti innovativi che aiutino tutti i pazienti a raggiungere i loro obiettivi, indipendentemente dal contesto socioeconomico o dalla regione geografica di provenienza. Abbiamo un sacco di grandi cose nuove in cantiere grazie ad HelpingHAND». HelpingHAND ha anche contribuito alla comprensione del mercato globale delle protesi e delle differenze da paese a paese. Il marketing mirato ha portato alla stipula di tre importanti contratti di distribuzione in Germania, Ucraina e Stati Uniti. Hy5, con sede in Norvegia, serve il mercato scandinavo e sta attualmente negoziando con distributori in Asia, Europa e Regno Unito. «Abbiamo sviluppato una mano protesica unica nel suo genere, facendoci un nome in un mercato dominato da grandi aziende internazionali con una lunga storia nel mercato delle protesi. Siamo molto entusiasti per il futuro e per la nostra opportunità di dare un contributo importante all’industria dei dispositivi medici e ai pazienti di tutto il mondo», conclude Olsen.

Parole chiave

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