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Analizzare il flusso sanguigno in pazienti affetti da forme gravi di COVID-19

Secondo un nuovo studio, i pazienti affetti da COVID-19 in forma grave presentano alterazioni nella microcircolazione tissutale, la quale è associata alla gravità della malattia. I risultati indicano la presenza una tipologia di cardiopatia coronarica non ostruttiva.

Salute

Alcuni ricercatori sostenuti dai progetti LUCA, VASCOVID e LASERLAB-EUROPE, finanziati dall’UE, hanno studiato la COVID-19 da una prospettiva diversa. In quello che è probabilmente il primo studio di questo tipo, hanno esaminato il modo in cui la malattia influisce sulla microcircolazione, ovvero la circolazione del sangue nei vasi sanguigni più piccoli, in pazienti affetti da forme gravi di COVID-19. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista «Critical Care». La COVID-19 è principalmente una malattia respiratoria. Generalmente, nelle fasi iniziali si presenta come un’infezione delle vie respiratorie superiori, per diffondersi poi oltre il naso, la cavità nasale e la faringe, progredendo verso una malattia respiratoria grave. Tuttavia, poiché il virus SARS-CoV-2 è stato anche rilevato in molti altri organi, alcuni scienziati ritengono che la COVID-19 potrebbe essere considerata una malattia vascolare sistemica, che interessa principalmente l’endotelio vascolare. L’endotelio vascolare è un sottile strato di cellule che ricopre la superficie interna dell’intero sistema cardiovascolare, dal cuore alle arterie, fino alle vene e ai capillari, e forma un confine importante tra i tessuti e il sangue circolante.

Valutazioni non invasive

Per studiare come la COVID-19 influisce sulla microcircolazione, i ricercatori hanno monitorato l’endotelio di pazienti affetti da sindrome da insufficienza respiratoria acuta, ammessi in reparti di terapia intensiva diversi in Brasile, Messico e Spagna. Le valutazioni sono state svolte in loco, usando un dispositivo portatile non invasivo per la spettroscopia nel vicino infrarosso. Semplicemente appoggiando la sonda di questo dispositivo sull’avambraccio, il gruppo di ricerca ha potuto misurare in maniera non invasiva la saturazione di ossigeno nel sangue/tessuto locale e la concentrazione di emoglobina locale. Successivamente è stato svolto un test di occlusione vascolare per ottenere parametri dinamici della saturazione di ossigeno nei tessuti. I ricercatori hanno fatto indossare ai soggetti un bracciale per la pressione sanguigna e l’hanno gonfiato rapidamente, mantenendolo gonfiato per tre minuti, per poi sgonfiarlo velocemente misurando la saturazione di ossigeno, il tasso metabolico e la reattività microvascolare dei tessuti. Lo studio ha rivelato che i pazienti affetti da forme gravi di COVID-19 mostravano alterazioni nella microcircolazione sistemica, un segno di disfunzione endoteliale, ovvero una patologia che provoca dolore toracico cronico. Tali alterazioni sono associate al grado di gravità della malattia e non possono essere spiegate dall’uso di agenti sedativi o farmaci vasocostrittori. «Questi risultati preliminari sono estremamente rilevanti sotto diversi aspetti», ha osservato il primo autore dello studio, il dott. Jaume Mesquida dell’Ospedale universitario Parc Taulí, in Spagna, partner del progetto VASCOVID, in un comunicato stampa pubblicato su «Science Daily». «In primo luogo, abbiamo rafforzato l’idea che le forme gravi di COVID-19 sono una malattia sistemica che colpisce i microvasi del corpo. In secondo luogo, abbiamo accertato che la gravità della malattia, determinata principalmente dal coinvolgimento dei polmoni, è correlata all’indebolimento della risposta microvascolare nel muscolo scheletrico periferico. Infine, siamo in grado di monitorare questo indebolimento dei microvasi in maniera non invasiva. Si tratta di scoperte promettenti, poiché uno strumento non invasivo potrebbe essere utile per il rilevamento precoce di pazienti che potrebbero sviluppare forme gravi. Inoltre, ci aiuterà a selezionare terapie innovative per i microvasi e a monitorarne la risposta nel corso dell’infezione da COVID-19.» I progetti LUCA (Laser and Ultrasound Co-Analyzer for thyroid nodules) e VASCOVID (PORTABLE PLATFORM FOR THE ASSESSMENT OF MICROVASCULAR HEALTH IN COVID-19 PATIENTS AT THE INTENSIVE CARE) sono coordinati dall’Istituto di scienze fotoniche di Barcellona, in Spagna. LASERLAB-EUROPE (The Integrated Initiative of European Laser Research Infrastructures) è coordinato dal Centro nazionale francese per la ricerca scientifica. Per maggiori informazioni, consultare: sito web del progetto LUCA sito web del progetto VASCOVID sito web del progetto LASERLAB-EUROPE

Parole chiave

LUCA, VASCOVID, LASERLAB-EUROPE, coronavirus, COVID-19, SARS-CoV-2, sangue, microcircolazione, respiratorio, vascolare, microvascolare, endotelio, endoteliale

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