Come possono gli elefanti aiutare i robot ad afferrare gli oggetti?
Tanto forte da sradicare un albero, ma al tempo stesso così sensibile da strappare un filo d’erba, la proboscide di un elefante è una meraviglia del design ingegneristico. Replicando la complessa disposizione dei suoi muscoli, il progetto PROBOSCIS(si apre in una nuova finestra), finanziato dall’UE, ha costruito una pinza universale da utilizzare in ambito industriale e sanitario. Il progetto è stato inserito nella serie di video esplicativi di CORDIS dal titolo «Make the connection with EU science». «Abbiamo sviluppato un braccio robotico leggero e morbido che è in grado di piegarsi, torcersi e arricciarsi per afferrare gli oggetti, avvolgendoli», spiega Lucia Beccai, coordinatrice del progetto e ricercatrice presso l’Istituto Italiano di Tecnologia. «Questo risultato è stato ottenuto grazie all’impiego di pochi attuatori, imitando la capacità dell’elefante di eseguire movimenti complessi con strategie semplici.» I movimenti forti, fluidi e precisi offerti dagli arti robotici morbidi li rendono interessanti per applicazioni come il sollevamento di pazienti dai letti degli ospedali o le operazioni che coinvolgono oggetti delicati, come la frutta su un nastro trasportatore.
Paesi
Italia