Spettroscopia di fluorescenza per il monitoraggio delle fuoriuscite di petrolio
Gli effetti delle sostanze organiche comunemente presenti in natura, come i composti delle proteine batteriche e algali, richiedono un'attenta valutazione. Occorre pertanto sviluppare dei metodi specifici per identificare la presenza di sostanze inquinanti provenienti, per esempio, dalle fuoriuscite di petrolio. Ai fini di un'accurata indagine quantitativa, è necessario affinare gli strumenti, nonché disporre di metodi di rilevazione a distanza per un monitoraggio su vasta scala. Nell'ambito di un programma di collaborazione al quale partecipano alcuni laboratori russi, tedeschi, francesi e italiani, è in corso un'analisi delle possibilità di impiego offerte dalla spettroscopia a fluorescenza. L'analisi spettroscopica permette la caratterizzazione delle sostanze dissolte in base alle loro firme fluorescenti. Uno degli studi più importanti per il progetto riguarda gli effetti della saturazione della fluorescenza: se si utilizzano raggi laser molto potenti a scopo di eccitazione, è necessario tener conto della saturazione ai fini del rilevamento quantitativo degli inquinanti. L'équipe di ricerca sta lavorando anche sulla definizione di un nuovo metodo per valutare lo spessore dei film d'olio ottenuti mediante effetto Raman. Il progetto fornirà come risultato un nuovo strumento di misura utilizzabile a bordo di navi o aerei, che consentirà un trattamento più efficace delle acque inquinate dagli idrocarburi.