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Nuovi orientamenti per il programma PHARE - priorità alle adesioni

Il 19 marzo 1997 la Commissione europea ha approvato i nuovi orientamenti per il programma PHARE della Comunità che, sin dalla sua creazione, nel 1989, fornisce assistenza ai paesi dell'Europa centrale ed orientale. PHARE sarà d'ora in poi imperniato sull'adesione all'Unione e...

Il 19 marzo 1997 la Commissione europea ha approvato i nuovi orientamenti per il programma PHARE della Comunità che, sin dalla sua creazione, nel 1989, fornisce assistenza ai paesi dell'Europa centrale ed orientale. PHARE sarà d'ora in poi imperniato sull'adesione all'Unione europea degli Stati associati dell'Europa centrale ed orientale anziché sulla domanda. Il programma PHARE, avviato per sostenere la Polonia e l'Ungheria, fornisce ora assistenza tecnica onde agevolare la transizione verso l'economia di mercato e la democrazia ai dieci Paesi dell'Europa centrale ed orientale candidati. Altri tre Paesi beneficiano attualmente dell'assistenza PHARE (Albania, Macedonia, Bosnia-Erzegovina); i loro programmi rimangono invariati. Nel periodo 1990-1994 gli aiuti non rimborsabili del Phare sono ammontati a 4,2 miliardi di ECU. Per il periodo 1995-1999 sono disponibili 6,7 miliardi di ECU. Per i paesi candidati, la sovvenzione PHARE sarà concentrata su progetti che esprimono le esigenze prioritarie di ciascun Paese in un'ottica di adesione all'UE. Le due priorità sono il potenziamento istituzionale ed il finanziamento degli investimenti. Circa il 30% della dotazione PHARE sarà destinato al potenziamento istituzionale onde rafforzare le istituzioni democratiche e la pubblica amministrazione , facilitare il recepimento dell'acquis ed aiutare i paesi candidati a soddisfare i criteri economici e politici per l'adesione all'UE. Il restante 70% servirà per finanziare gli investimenti volti a potenziare le imprese e le infrastrutture. La Commissione concorderà un programma con ciascuno dei paesi candidati nell'ambito di un "Partenariato per l'adesione". Inoltre si instaurerà uno stretto coordinamento con altri programmi comunitari, in particolare nel quadro dell'istruzione e della formazione. Si opererà in stretto coordinamento con altre istituzioni che offrono sostegno finanziario, quali la Banca europea per gli Investimenti e la Banca europea per la ristrutturazione e lo sviluppo.

Paesi

Bulgaria, Cechia, Estonia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia