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Coltivare i campi, raccogliendo kilowatt

Le zone rurali sono solitamente ricche di biomassa, ma povere in termini di approvvigionamento elettrico. Per ovviare a tale inconveniente, è possibile sfruttare, mediante gassificazione, l'energia contenuta nella biomassa. Questo processo consente di trasformare la biomassa in idrogeno, utilizzato a sua volta per alimentare le pile a combustibile che generano elettricità.

Energia

Lo sviluppo di generatori bioelettrici di piccole dimensioni e dal rendimento elevato, frutto dell'integrazione tra il processo di gassificazione della biomassa e le pile a combustibile, viene considerato un metodo efficace per introdurre nelle zone rurali un sistema innovativo sotto il profilo ambientale, agricolo e della produzione energetica. Questo progetto di ricerca ha avuto per obiettivo principale lo sviluppo di un processo termochimico di conversione della biomassa, volto a produrre gas ricco di idrogeno per la generazione di elettricità mediante pile a combustibile, in una piccola unità (850kW) adattata alle tipiche caratteristiche delle zone rurali europee. A tal fine sono state prese in esame due diverse tecnologie di gassificazione: il gassificatore a flusso trascinato e il reattore catalitico a due letti fluidizzati interconnessi. Entrambi i sistemi sono stati integrati ad una pila a combustibile ad acido fosforico (PAFC), al fine di analizzare la fattibilità dei sottosistemi di gassificazione e di produzione elettrica. Le due tecnologie si sono rivelate tecnicamente realizzabili e garantiscono un rendimento elettrico elevato, nonché una disponibilità di energia termica supplementare utilizzabile per il riscaldamento della zona e per altri impieghi. Importanti studi sono stati condotti anche sul fronte della qualità dell'idrogeno, mediante l'impiego di catalizzatori avanzati, e delle soluzioni per la conservazione e il trasporto della biomassa, attuabili dal punto di vista logistico ed economico. Poiché compatibili con i requisiti tecnici dei sistemi integrati, le coltivazioni agricole dedicate alla produzione di energia (Arundo donax, Miscanthus), note come "energy crops", sono considerate una possibile fonte di biomassa. Al momento, i costi stimati per questo metodo di produzione elettrica sono piuttosto elevati, tuttavia, si pensa che possano raggiungere livelli accettabili con l'introduzione sul mercato di nuove tecnologie caratterizzate da una maggiore esperienza di utilizzo e da un aumento dei volumi di produzione. Alla luce del considerevole e crescente ritiro, in Europa, dei terreni dalla produzione agricola alimentare, si profila la possibilità di sviluppare, a livello regionale, la coltivazione estensiva di "energy crops" come fonte di reddito e di elettricità per le comunità agricole locali.

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