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Contenuto archiviato il 2022-12-05
The molecular basis of radiosensitivity

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Migliora la comprensione dello sviluppo dei tumori

Il cancro è indiscutibilmente una delle malattie più temibili e multiformi, che richiede sforzi di ricerca in varie discipline. Grazie ai numerosi progressi compiuti, la genetica costituisce un promettente ambito di applicazione per approcci innovativi finalizzati ad una prognosi e ad un intervento terapeutico precoci. I partecipanti a questo progetto finanziato dalla CE hanno analizzato ampiamente i meccanismi molecolari mediante i quali le radiazioni ionizzanti - un importante fattore cancerogeno - inducono il cancro e le malattie genetiche.

L'esposizione alle radiazioni ionizzanti comporta un elevato rischio di oncogenesi, poiché l'energia ad esse associata è sufficiente a indurre delle mutazioni cromosomiche. Tuttavia, le reazioni della popolazione umana alle radiazioni possono variare molto, principalmente in funzione dei geni o dei prodotti genetici che influenzano la radiosensibilità. Altri importanti fattori sono la funzione che tali materiali genetici rivestono, dalle molecole agli organismi completi, nonché gli effetti dei geni anomali sulle cellule, gli organismi animali e l'uomo. I principali risultati ottenuti nell'ambito del progetto riguardano tutti gli aspetti fondamentali della riparazione dell'acido desossiribonucleico (DNA) nelle cellule, la quale varia a seconda dell'organo, dell'organismo, nonché della struttura e dell'organizzazione nucleare dei cromosomi. Fra i processi di riparazione del DNA, il principale sembra essere il complesso metodo di riparazione per taglio del nucleotide. L'isolamento dei geni umani di riparazione difettosi in pazienti affetti da malattie con una forte predisposizione alla formazione di tumori (come lo xeroderma pigmentoso) e gli esperimenti condotti sui roditori hanno permesso di analizzare il rapporto fra le funzioni di riparazione e lo sviluppo del tumore. Al fine di elaborare un'adeguata tecnologia di biomonitoraggio, è stata valutata la sensibilità di diversi end point - come le aberrazioni cromosomiche - nelle cellule ematiche umane, a sostanze chimiche e radiazioni ionizzanti. Inoltre, utilizzando opportune tecniche di citogenetica molecolare su soggetti esposti a radiazioni ionizzanti, è stato possibile effettuare una stima delle dosi di radiazioni assorbite, a diverse condizioni di esposizione (acute o croniche). Nella vita di tutti i giorni, gli esseri umani sono soggetti almeno ad un milione di diversi reattivi elettrofili, a livelli diversi di esposizione, le cui interazioni con il materiale genetico sono di difficile valutazione. Tutti questi agenti influiscono sul DNA delle cellule, diventando potenzialmente cancerogeni e rendendo estremamente difficile la radioprotezione. I nuovi modelli attualmente in fase di sviluppo potrebbero essere utilizzati per la valutazione del rischio legato agli agenti ambientali e professionali potenzialmente genotossici. Pertanto, i partecipanti al progetto sono alla ricerca di collaborazione con ricercatori che lavorano alla valutazione del rischio legato agli agenti mutageni o cancerogeni.

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