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Genetic prostate cancer variants as biomarkers of disease progression

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Nuovi biomarcatori per il cancro alla prostata

Il cancro alla prostata è il tipo di tumore più comune tra gli uomini in Europa. Nuovi biomarcatori della fase tumorale potrebbero agevolare notevolmente la diagnosi precoce e il trattamento della malattia.

Salute

La sfida maggiore nella gestione medica del cancro alla prostata è lo sviluppo di marcatori in grado di distinguere tra i tumori iniziali non aggressivi e quelli in progressione verso forme invasive. L'obiettivo principale del progetto 'Genetic prostate cancer variants as biomarkers of disease progression' (PROMARK), finanziato dall'UE e basato sul lavoro integrato di 18 gruppi di ricerca, era la conduzione di test per verificare se le varianti genetiche ereditate possano servire come biomarcatori prognostici. Durante il lavoro svolto, il team ha raccolto campioni e dati clinici relativi a 5 500 casi di cancro alla prostata e a oltre 7 000 controlli da varie parti d'Europa. Gli studi genetici dei campioni hanno permesso di scoprire sei varianti di sequenze che influiscono sul rischio di contrarre la malattia. Di queste, solo una ha mostrato una forte associazione con la forma più aggressiva del tumore, mentre sono state identificate sei varianti di sequenze associate ai livelli di PSA (antigene prostatico specifico) nel sangue. Un modello di rischio che includeva sia le varianti di rischio del cancro alla prostata sia le varianti di PSA ha ottenuto risultati migliori rispetto ad altri che includevano solo le prime. Il progetto ha condotto studi funzionali sul ruolo del fattore di trascrizione dell'HNF-1Beta (fattore nucleare epatocitico tipo 1Beta) nelle cellule normali e nelle cellule maligne della prostata, analizzandone l'espressione e mostrando che livelli più elevati di HNF-1Beta sono associati a una prognosi migliore. La sovraespressione dell'HNF-1Beta nelle cellule del cancro alla prostata (PC3) dimostrano che questa sostanza esercita un effetto misurabile sull'espressione di un gran numero di geni. L'analisi dei percorsi ha indicato che l'effetto maggiore si verifica sui geni che contribuiscono a morte, sopravvivenza, movimento e proliferazione cellulare. La sovraespressione dell'HNF-1Beta nelle cellule PC3 ha ridotto proliferazione, adesione, migrazione e formazione di colonie nel soft agar. Gli studi sulla metilazione hanno mostrato che il promotore dell'HNF-1Beta viene metilato differenzialmente in campioni di pazienti benigni e tumorali abbinati, con un livello di metilazione più alto nelle cellule neoplastiche. I risultati del progetto PROMARK sono stati presentati in 10 pubblicazioni scientifiche e richieste di brevetto sono state presentate per tutte le varianti di sequenze di cancro alla prostata e di PSA scoperte. Il risultati ottenuti dall'analisi funzionale dell'HNF-1Beta potranno servire per migliorare la diagnosi e il trattamento del cancro alla prostata.

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