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(IN)FORMING CONFLICT PREVENTION, RESPONSE AND RESOLUTION:
THE ROLE OF MEDIA IN VIOLENT CONFLICT

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Quale ruolo svolgono i mass media nella risoluzione dei conflitti violenti?

Il progetto INFOCORE fornisce una spiegazione di come avviene la copertura mediatica dei conflitti e di come essa influisce sulla comparsa e l’intensificazione o, al contrario, sulla pacificazione e la prevenzione della violenza. Esso fornisce a giornalisti, attivisti delle ONG e responsabili delle politiche, raccomandazioni basate su prove di come migliorare le loro pratiche professionali e politiche.

Società

I risultati del progetto INFOCORE aiutano a comprendere meglio come differenti mass media discutono questioni di pace e violenza, e come spettatori a livelli differenti percepiscono, reagiscono e si relazionano con le affermazioni basate su prove disseminate, le cornici interpretative e i programmi d’azione. Il ruolo specifico svolto dai mass media dipende principalmente dai modi in cui trasformano le affermazioni, interpretazioni e prescrizioni degli attori del conflitto in contenuti che vanno bene per specifici mezzi di comunicazione. Esso si basa anche sulla loro abilità di amplificare questi contenuti e di dotarli di influenza, visibilità e conformità. I ricercatori di INFOCORE hanno trovato una notevole variazione nei ruoli dei mass media nei sei casi e suggeriscono che questo può essere meglio spiegato prendendo in considerazione quattro fattori condizionanti strettamente interdipendenti. In primo luogo, il livello di varietà e libertà del panorama mediatico o, al contrario, quanto esso è controllato e strumentalizzato dalle fazioni in conflitto. Un’influenza viene esercitata anche dagli atteggiamenti sociali verso differenti mass media, e l’utilizzo di questi ultimi, da parte degli spettatori. I differenti livelli di intensità del conflitto e le dinamiche tra le fazioni sono rilevanti, come lo sono anche il livello e la natura del coinvolgimento di soggetti regionali e internazionali. La comunicazione del conflitto non può essere scollegata dalle questioni e dagli interessi politici che stanno alla base del conflitto stesso e dai soggetti che lo influenzano. Le fazioni del conflitto cercano di utilizzare i mass media per alzare o abbassare la temperatura della copertura mediatica e competono riguardo ad affermazioni chiave, cornici interpretative e programmi d’azione. Non possiamo essere ottimisti riguardo ai tentativi a breve termine di influenzare la copertura mediatica dei conflitti, ma sembra che i programmi di assistenza ai mass media possano avere un impatto positivo se vengono attentamente adattati alle condizioni di ciascun paese e conflitto, integrati in una strategia più ampia volta ad affrontare le evoluzioni dei conflitti e sostenuti nel lungo periodo. La ricerca ha confermato ed enfatizzato alcune preoccupanti tendenze riguardanti la fiducia del pubblico nella copertura giornalistica accurata e affidabile del conflitto. La ritirata di un giornalismo dotato di risorse adeguate, professionale e indipendente, in particolare a livello nazionale, si traduce in una maggiore influenza di ONG, organizzazioni internazionali, aziende e proprio delle fazioni in conflitto sulla copertura mediatica relativa al conflitto, con alcuni effetti problematici. E anche se il ruolo maggiore dei social media potrebbe a volte contribuire a un allargamento dei punti di vista, noi abbiamo scoperto che essi tendono a svolgere più spesso un ruolo che porta a una escalation.

Parole chiave

Mass media, conflitto violento, gestione crisi, INFOCORE, copertura giornalistica

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