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Drivers of Pontocaspian biodiversity RIse and DEmise

Informazioni relative al progetto

ID dell’accordo di sovvenzione: 642973

  • Data di avvio

    1 Marzo 2015

  • Data di completamento

    28 Febbraio 2019

Finanziato da:

H2020-EU.1.3.1.

  • Bilancio complessivo:

    € 3 784 088,60

  • Contributo UE

    € 3 784 088,60

Coordinato da:

STICHTING NATURALIS BIODIVERSITY CENTER

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L’importanza dell’ascesa e della caduta dei molluschi che vivono nel Mar Caspio

Gli scienziati che studiano i molluschi e altre piccole creature che vivono nei grandi laghi intorno al Caucaso hanno approfondito la conoscenza di un biota poco noto e delle minacce cui è sottoposto in una regione chiave in cui l’Europa orientale incontra l’Asia centrale. Hanno inoltre introdotto un approccio integrato alla modellizzazione, che potrebbe aiutarci a comprendere meglio come l’attività umana possa portare al collasso dell’intero ecosistema.

Cambiamento climatico e Ambiente
© Frank Wesselingh/Naturalis

Vari fattori rendono il Mar Nero e il Mar Caspio un luogo eccezionale per studiare i Pontocaspiani, specie uniche che si sono evolute nelle strane salinità dei laghi. «Quello del Mar Caspio è un bacino isolato che consente di osservare i percorsi evolutivi e le pressioni naturali», ha spiegato il dott. Frank Wesselingh, ricercatore senior in biologia marina presso il Naturalis Biodiversity Center di Leida, nei Paesi Bassi, nonché coordinatore del progetto PRIDE. «Fornisce al contempo un grande archivio geologico e un laboratorio naturale indipendente». Risposta allo stress Questo straordinario campionario geologico offre un resoconto dei cambiamenti climatici e ambientali della regione nel corso di 3 milioni di anni e della risposta del biota. Gli scienziati l’hanno sfruttato per valutare il modo in cui i Pontocaspiani stanno affrontando le difficili condizioni odierne. Le previsioni sono tutt’altro che confortanti. «Abbiamo raggiunto un’ottima comprensione di ciò che determina la variazione del livello dei laghi e dell’impatto di questo aspetto sull’intero sistema. Vi sono buone probabilità che il livello del Mar Caspio si abbassi di 18 metri nei prossimi 80 anni», ha affermato il dott. Wesselingh. Se ciò dovesse accadere, vaste aree attualmente coperte dalle acque del Mar Caspio si trasformerebbero in steppa arida, com’è già accaduto al Lago d’Aral a est. «Questo avrebbe molti effetti sulla biodiversità, ma anche un impatto devastante sulle infrastrutture costiere presenti in quelle zone», ha aggiunto il dott. Wesselingh. Gli alti e bassi del biota Il gruppo responsabile del progetto PRIDE è riuscito a individuare i momenti e i luoghi in cui il biota è cambiato durante il Quaternario, stilando una cronistoria degli alti e bassi dei Pontocaspiani nel corso del tempo. Combinando paleontologia, biologia molecolare e geologia, hanno potuto mettere a fuoco l’origine e i tempi di svariate specie e delineare percorsi che riconducono ad alcune parti del mondo sorprendenti. «L’abbiamo fatto per due lumache di fango Ecrobia, che hanno un antenato comune nelle specie dell’Artico-Nord Atlantico», ha dichiarato il dott. Wesselingh. Questo processo ha permesso al gruppo del progetto PRIDE di creare una piattaforma di informazioni tassonomiche sul biota Pontocaspiano e un sistema informatico relativo ai dati climatici, alle pressioni antropogeniche e alla biodiversità nella regione del Mar Caspio-Mar Nero. Ha inoltre consentito di realizzare una prima stima dei devastanti effetti che l’attività umana (specie invasive, distruzione degli habitat, inquinamento) sta avendo sui Pontocaspiani. «Una quantità compresa tra la metà e i tre quarti delle specie è minacciata, altamente minacciata o addirittura estinta e questo è successo negli ultimi 50 anni», ha continuato il dott. Wesselingh. In un momento in cui relazioni come il recente rapporto dell’ONU sulla biodiversità evidenziano tassi di estinzione senza precedenti, il progetto PRIDE rivela quanto un biota possa essere resistente sotto stress. «Si sente sempre dire che la natura è in grado di affrontare qualsiasi cosa ed è vero, ma non può farlo in eterno. Se supera un certo limite, un sistema può collassare in un nuovo stato dal quale non riuscirà a tornare indietro. Quindi la nostra domanda è: cosa deve succedere per portare un sistema come quello dei Pontocaspiani fino al punto di non ritorno?», ha concluso il dott. Wesselingh. Questa ricerca è stata intrapresa con il sostegno del programma Marie Skłodowska-Curie.

Parole chiave

PRIDE, Pontocaspiani, biodiversità, molluschi, Mar Caspio, Mar Nero, percorsi evolutivi, collasso degli ecosistemi, estinzione

Informazioni relative al progetto

ID dell’accordo di sovvenzione: 642973

  • Data di avvio

    1 Marzo 2015

  • Data di completamento

    28 Febbraio 2019

Finanziato da:

H2020-EU.1.3.1.

  • Bilancio complessivo:

    € 3 784 088,60

  • Contributo UE

    € 3 784 088,60

Coordinato da:

STICHTING NATURALIS BIODIVERSITY CENTER

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