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Nuove tecniche per stimolare la ricerca forense

Ricerche d’avanguardia nel campo della biometrica hanno contribuito a sviluppare un modo più preciso per determinare la colpevolezza sulla scena del crimine. I risultati dovrebbero avere un impatto su come verranno presentate le prove dei reati, con ripercussioni sul sistema giuridico in Europa e oltre.

Tecnologie industriali

Lo studio delle caratteristiche e dei tratti umani – la biometrica – è fondamentale nella scienza forense per l’avanzamento dell’attuazione delle leggi. La raccolta di prove forensi, tuttavia, riguarda anche i calcoli sulla probabilità per trovare corrispondenze tra caratteristiche e tratti umani e i sospettati, e definire le probabilità di colpevolezza. I ricercatori in Europa potrebbero trarre vantaggio da nuovi modelli di associazione delle prove ai sospettati, aiutando a stabilire l’innocenza o la colpevolezza con maggiore certezza. A questo scopo, hanno avviato il progetto BBFOR2 (Bayesian biometrics for forensics), finanziato dall’UE. Il progetto ha addestrato giovani ricercatori sul paradigma Bayesiano nel riferimento delle prove biometriche forensi, considerando tutte le diverse circostanze coinvolte nella raccolta di tracce biometriche forensi. Ha riunito 14 ricercatori in fase iniziale e quattro ricercatori esperti, che si sono concentrati sull’applicazione forense della biometrica in campi quali il riconoscimento automatico della voce, del volto e delle impronte digitali e palmari. BBFOR2 ha migliorato l’identificazione di potenziali sospetti all’interno di una banca dati utilizzando tracce di prove raccolte sulla scena del crimine. Ha inoltre portato avanti tecniche che confrontano campioni di un sospetto con la traccia, per presentare meglio il valore di una prova in una corte. Il team del progetto ha anche fatto progressi tangibili nel miglioramento di numerosi aspetti del riconoscimento dei parlanti. Questo ha compreso l’automatizzazione della verifica dei parlanti e la valutazione di età, gruppo sociale e genere in base alla voce. I membri del team hanno lavorato alla relazione tra la qualità dell’immagine e le prestazioni del riconoscimento vocale, oltre che sui diversi metodi per convertire i sistemi di riconoscimento facciale in percentuali di probabilità. Ad esempio, è stata usata la “taratura dell’abilità” per valutare la qualità del rilevatore biometrico per determinare la percentuale di probabilità. Sorprendentemente, sono riusciti a standardizzare l’utilizzo delle percentuali di probabilità e a omogeneizzare il paradigma che valuta la qualità delle percentuali di probabilità registrate. Di conseguenza, questi risultati del sistema di riconoscimento automatico imparziali possono essere utilizzati come prove nei processi. Questi risultati e molti altri hanno portato a oltre 100 pubblicazioni sull’argomento, spianando la strada a grandi cambiamenti nel campo. Alla fine del progetto, una conferenza dal titolo “Biometric Technologies in Forensic Science” ha presentato i principali risultati e supportato la loro divulgazione ai ricercatori e alla comunità scientifica. I legislatori e i professionisti che operano nel sistema di polizia e di giustizia potrebbero trarre notevoli vantaggi dal lavoro svolto nell’ambito del progetto BBFOR2.

Parole chiave

Scienza forense, biometrica, riconoscimento dei parlanti, riconoscimento facciale, impronta digitale, percentuale di probabilità

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