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La politica europea dell'audiovisivo

Secondo la commissione per la cultura dell'Europarlamento, la politica europea dell'audiovisivo deve essere orientata in modo tale da consentire all'industria di competere a livello internazionale, garantendo nel contempo il pluralismo, la diversità culturale e l'accesso dei c...

Secondo la commissione per la cultura dell'Europarlamento, la politica europea dell'audiovisivo deve essere orientata in modo tale da consentire all'industria di competere a livello internazionale, garantendo nel contempo il pluralismo, la diversità culturale e l'accesso dei consumatori alle reti e ai contenuti. Votando all'unanimità, il 13 luglio, a favore di una relazione dell'europarlamentare socialista italiano Walter Veltroni su una proposta della Commissione per una nuova politica audiovisiva, la commissione ha sottolineato la necessità di compiere una revisione formale della direttiva "Televisione senza frontiere" entro il 2002, al fine di tener conto degli sviluppi tecnologici intervenuti a seguito della digitalizzazione. Il dibattito sulla relazione è iscritto all'ordine del giorno della sessione plenaria dell'Europarlamento che avrà luogo a Strasburgo nel mese di settembre. La commissione parlamentare suggerisce l'elaborazione di regole generali che riguardino tutti i tipi di servizi audiovisivi, a dispetto delle tecniche di radiodiffusione o di trasmissione utilizzate. Tuttavia la regolamentazione deve essere limitata all'essenziale, lasciando il mercato libero di operare secondo le regole della concorrenza. Le regole devono garantire il pluralismo, nonché la diversità linguistica e culturale, tutelando nel contempo la libertà di scelta. Il ruolo centrale di salvaguardia del pluralismo da parte del servizio pubblico di radiodiffusione è stato evidenziato dai membri della commissione, i quali hanno sostenuto che tale servizio dovrebbe essere fornito in chiaro, garantendo la trasmissione universale e l'accesso. Nell'interesse della tutela dei minori, la commissione parlamentare raccomanda tuttavia di condurre una ricerca per ciò che concerne la tecnologia di filtraggio dei programmi e gli altri metodi di controllo parentale. Al fine di proteggere i diritti di proprietà intellettuale nel nuovo ambiente digitale, la commissione ritiene che la direttiva sul copyright e diritti affini nella società dell'informazione debba essere rafforzata. Alla Commissione europea è stato chiesto di avanzare proposte per promuovere la distribuzione delle opere cinematografiche europee e lo sviluppo del "cybercinema" sulla base di esperienze maturate nell'ambito dei programmi "Media-Formazione" e "Media-Plus".

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