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Contenuto archiviato il 2022-12-07

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I ricercatori dell'UE prendono in esame la lotta alle TSE

Nell'incontro svoltosi alla fine di novembre per esaminare i progressi ottenuti nell'individuazione, nel monitoraggio e nella lotta alle TSE (encefalopatie spongiformi trasmissibili), quali la BSE (encefalopatia spongiforme bovina) e la CJD (malattia di Creutzfeldt-Jakob), i r...

Nell'incontro svoltosi alla fine di novembre per esaminare i progressi ottenuti nell'individuazione, nel monitoraggio e nella lotta alle TSE (encefalopatie spongiformi trasmissibili), quali la BSE (encefalopatia spongiforme bovina) e la CJD (malattia di Creutzfeldt-Jakob), i ricercatori impegnati in 54 progetti collaborativi finanziati dall'UE hanno segnalato sviluppi promettenti. L'analisi si è essenzialmente basata sui risultati del piano d'azione europeo (avviato nel 1996), a favore del quale l'UE ha stanziato 50 milioni di euro per individuare e combattere le TSE. I ricercatori, provenienti da 150 laboratori di tutta l'Europa, hanno preso in considerazione quattro aspetti principali: la trasmissione degli agenti infettivi; le TSE umane; le TSE animali; le modalità di riduzione dei rischi. Il commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin si è così espresso a proposito della ricerca: "Il piano d'azione europeo sulle TSE rappresenta un modello dei vantaggi di una solida cooperazione e di un valido coordinamento a livello europeo. Esso dimostra che l'Europa è in grado di mobilitare rapidamente notevoli risorse per la ricerca, in vista di affrontare le situazioni di emergenza. Tali sforzi devono essere incoraggiati e sostenuti nel quadro di uno Spazio europeo della ricerca (SER)". Per quanto riguarda la trasmissione, i risultati della ricerca hanno confermato la possibilità dell'esistenza di casi con sintomi subclinici, che impediscono pertanto l'individuazione immediata. Questo dato avvalora la tesi secondo la quale alcuni animali possono avere un periodo di incubazione più lungo e possono essere necessari metodi di individuazione più rigorosi. In relazione alle TSE umane, i ricercatori hanno riconosciuto l'importanza del sistema di sorveglianza a livello europeo per la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD), che fornisce dati standardizzati a tutti i ricercatori impegnati nel settore. Tale sistema inoltre consente loro di distinguere fra la CJD classica e la nuova variante della malattia. Nell'ambito di questo piano, oltre alle immagini prodotte con la risonanza magnetica, metodo diagnostico perfezionato per tutte le forme di CJD che utilizza tecniche di brain imaging, sono stati sviluppati nuovi metodi per l'individuazione dei prioni che causano la nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (nvCJD). In relazione alle TSE animali, la diagnosi preclinica è ora possibile per diverse specie animali. Risultati incoraggianti vengono inoltre dagli studi sui genotipi condotti in tutta Europa, al fine di sviluppare la resistenza alla malattia. Sono stati potenziati ed armonizzati anche i sistemi di individuazione. Per quanto riguarda la riduzione del rischio, sono state presentate numerose ricerche secondo le quali la contaminazione dovuta alle carcasse dei bovini potrebbe essere notevolmente ridotta mediante l'utilizzo di nuove attrezzature per la macellazione e di nuovi processi industriali, entrambi già sviluppati e testati. Le attività in corso nell'ambito del quinto programma quadro (5PQ) dell'Unione europea comprendono le prime tre azioni chiave del programma "Qualità della vita" (QoL) (che riguardano rispettivamente prodotti alimentari, alimentazione e salute; malattie infettive; la cellula come fabbrica). Sono stati inoltre selezionati per il finanziamento tre nuovi progetti finalizzati al mantenimento di una sorveglianza costante della CJD, all'armonizzazione dei metodi diagnostici ed all'analisi dei processi di produzione per ridurre il rischio di contaminazione delle gelatine. Il più recente invito a presentare proposte pubblicato il 15 novembre nell'ambito del programma QoL mira a rafforzare gli sforzi europei per affrontare la BSE. I settori prescelti nell'invito riguardano in particolare questioni quali la trasmissione della BSE al sangue, la trasmissione della BSE ad altri animali da produzione alimentare e la decontaminazione degli scarti di macellazione. Per quanto riguarda i metodi preventivi, la Commissione ha anche finanziato una ricerca per lo sviluppo di fonti proteiche indigene alternative per l'alimentazione animale. Anche l'Autorità alimentare europea, di cui è stata proposta l'istituzione, svolgerà un ruolo chiave nel consolidare tali sforzi. In futuro verrà riservata particolare attenzione alle attività in grado di assicurare una maggiore cooperazione fra gli Stati membri per combattere le TSE, nel contesto dello Spazio europeo della ricerca (SER). Il Consiglio ha inoltre richiesto alla Commissione l'istituzione di un gruppo di lavoro composto da esperti incaricati di verificare e coordinare le attività degli Stati membri dell'UE in questo campo. Gli Stati membri nomineranno gli esperti (potrà essere nominato anche più di un esperto per Stato membro, secondo il numero di ministeri interessati). Infine, il 28 novembre si è tenuto a Bruxelles un incontro del comitato scientifico permanente dell'UE, nel corso del quale è stata esaminata l'esistenza di un'eventuale base scientifica per la messa al bando delle carni bovine francesi da parte dei seguenti Stati membri dell'UE: Spagna, Austria, Italia e Grecia. I risultati raggiunti dal comitato saranno resi noti in occasione della riunione di lunedì dei ministri dell'Agricoltura dell'UE, che prenderanno di nuovo in esame le misure contro la BSE.

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