L'innovazione nell'UE vista dagli USA
Uno dei "barometri" per misurare lo sviluppo dell'innovazione nell'ambito del quadro di valutazione dell'innovazione europea è il confronto con gli USA. Se da un lato gli europei sono ricorsi a tali indici per misurare i progressi del vecchio continente e degli Stati membri dell'UE, dall'altro non è mancato l'interesse da parte degli Stati Uniti ad osservare come procede la promozione dell'innovazione in Europa. Uno dei personaggi che hanno mostrato maggior interesse è il senatore del North Carolina Eric Reeves, che ha trascorso otto settimane in Europa per studiare i meccanismi dell'innovazione europea, con un soggiorno di tre settimane a Bruxelles che ha comportato una collaborazione con le istituzioni europee. Il viaggio in Europa del senatore Reeves, che si concluderà il 16 dicembre, è sponsorizzato dalla Eisenhower Exchange Fellowship e permetterà al senatore di far ritorno negli USA "con una migliore comprensione degli obiettivi dell'Unione europea in materia di innovazione". Il senatore ha anche espresso un grande interesse nei confronti del piano "eEurope", che presenta analogie con iniziative promosse dallo stesso Reeves nel North Carolina. Pur riconoscendo l'importanza della copertura globale dei sistemi di comunicazioni mobili, il senatore Reeves ha anche sottolineato che il North Carolina intende assicurarsi che l'uso globale di Internet apporti vantaggi a tutta la società. Per questo si è fatto promotore di un disegno di legge in merito all'istituzione di una "Authority per l'accesso ad Internet nelle zone rurali" nel suo Stato, con un budget di 35 milioni di dollari. Durante la sua permanenza in Europa, il senatore Reeves ha raccolto una gran quantità di informazioni sull'innovazione e su come viene misurata in Europa. Nell'intervista che segue, il Notiziario CORDIS gli ha chiesto di confrontare i due continenti. Notiziario CORDIS - L'innovazione nel campo della new economy ha posto difficoltà di misurazione a causa dell'impatto di nuovi "fattori intangibili". Dato che gli USA sono considerati più esperti in materia di new economy, quali lezioni possono offrire all'Europa per aiutarla a trovare gli indicatori più importanti e come si dovrebbero aggiornare queste tecniche di misurazione? Senatore Reeves - È fuor di dubbio che il modello della new economy si è affermato da diversi anni negli USA. Il commercio elettronico nell'UE, che comprende il commercio "mobile", non è ancora onnipresente. Quindi trarre esempio dall'esperienza degli USA e dai suoi indicatori dovrebbe essere un vantaggio per i politici, in quanto i governi di tutto il mondo cercano di tenere il passo con questi avvenimenti. In cosa consistano questi indicatori è oggetto di parecchi dibattiti ed in molti casi le informazioni sono scarse. Nel North Carolina, ad esempio, abbiamo dedicato 8 mesi ad uno studio metrico destinato a fornire un quadro dell'economia in evoluzione, ma abbiamo scoperto che molti dei nostri dati erano già obsoleti. La disponibilità di dati è un grosso problema. Quindi raccomanderei all'UE ed al governo statunitense di raddoppiare i loro sforzi per ottenere dati più aggiornati. Se la Cisco Systems può fare un bilancio ogni tre giorni, un governo dovrebbe disporre di dati che non abbiano più di 12 mesi. La scienza, la matematica e l'ingegneria sono al vertice di tutti gli studi. È di vitale importanza anche la quantità di denaro che i governi e le aziende private investono nella ricerca e sviluppo. Notiziario CORDIS - Che effetti hanno avuto gli indici di innovazione, è stata dimostrata la loro efficacia nel motivare i peggiori in classifica? Si sono visti cambiamenti significativi dopo la loro introduzione, tali da farli considerare uno stimolo a migliorare, oppure si limitano a consolidare la graduatoria dei "migliori" e degli "incapaci"? Senatore Reeves - Nella new economy è chiara una costante: il ritmo del cambiamento è veloce. Credo che i cicli di questo nuovo modello di economia siano rapidi e coloro che attualmente navigano in buone acque possono sprofondare nel giro di pochi mesi. Quindi vengono considerati d'importanza cruciale quei settori che eccellono nell'innovazione e capaci di mutare rapidamente. Se gli indici sono validi, forniscono un quadro accurato senza ritardi. Ad esempio, lo studio condotto in North Carolina ha evidenziato che molte delle nostre nuove imprese (start up) non riuscivano ad espandersi rapidamente per mancanza di finanziamenti nella seconda fase. L'accesso ai capitali rappresenta un problema per questo Stato. Abbiamo interpretato la nostra mediocre posizione in classifica come una sfida. Ricevuta questa informazione, ci siamo dedicati a risolvere il problema e abbiamo assistito ad un aumento del capitale di rischio e dei fondi pubblici destinati alla fase iniziale delle aziende del North Carolina. Il modo di utilizzo degli indici dipende dalla zona interessata. L'Irlanda e l'Ungheria sono magnifici esempi di regioni che rifiutano l'immobilismo. Stanno sfidando gli stereotipi, sfruttando il modello imprenditoriale della new economy per cambiare. Entrambi questi governi hanno ancora molta strada da fare, ma hanno una visione basata su un modello nuovo e proprio su questo stanno lavorando. Vorrei aggiungere che gli studi in materia di indici richiedono coerenza e che essi sono inutili se non possiamo confrontare i nostri progressi con quelli di altri Stati. Notiziario CORDIS - Esistono molti indicatori utilizzati per rilevare un contesto favorevole all'innovazione, sia nei metodi di valutazione americani, sia in quelli europei. Qualcuno di questi l'ha impressionata per la sua rilevanza? Senatore Reeves - La privatizzazione delle idee universitarie. Stiamo cercando di velocizzare l'arrivo sul mercato delle conoscenze dei nostri ricercatori universitari. Dato che la moneta della new economy è la conoscenza, ci è sembrato giusto creare un rapporto più stretto tra il laboratorio ed il mercato. Abbiamo ottenuto buoni risultati con questa tattica in tutti gli Stati Uniti. I colloqui da me avuti nell'UE indicano per la maggior parte che tale dinamica non si è sviluppata. Così la ricerca nelle università dell'UE ha il solo scopo di aumentare la conoscenza. È uno scopo meritorio, ma i tempi sono cambiati e ritengo che ci sia una miniera d'oro inesplorata nelle università europee. Notiziario CORDIS - Sappiamo dell'esistenza di indici di innovazione per ogni Stato degli USA, ma esiste un indice per tutto il paese? E se esiste, quanto considera affidabili questi dati? Senatore Reeves - Il nostro ministero federale del Commercio ha sviluppato uno studio che è un buon inizio. Ma la maggior parte dei dati risulta vecchia e antiquata, il che riduce l'utilità dello studio. Esiste anche la difficoltà di ricevere dati corretti ed aggiornati di tutti gli Stati. Per cui la situazione attuale è un po' confusa, ma ci saranno dei progressi col tempo. Credo che gli studi metrici siano validi. Notiziario CORDIS - Quali caratteristiche si notano maggiormente negli Stati USA in cui si registrano i migliori risultati nell'innovazione? Senatore Reeves A) Il rapporto tra la perdita di posti di lavoro e la creazione di nuovi. Questo ciclo è noto come "job churn" (trasferimento di occupazione verso il settore dell'alta tecnologia) ed è segno di una new economy in salute. Un'economia innovativa tende a sostituire i posti di lavoro quasi con la stessa velocità con cui vengono eliminati. B) I mercati di capitali. Per trasformare le idee in posti di lavoro sono necessari investimenti. Gli innovatori hanno bisogno di avere accesso ai finanziamenti. C) L'utilizzo di Internet. Il ricorso alle tecnologie di Internet aumenta l'efficienza e la competitività. Gli Stati che stanno ottenendo i risultati migliori in questo tipo di economia sono quelli con grandi quantità di dati che viaggiano su Internet. D) Scienziati e tecnici. Il loro numero all'interno di un settore rappresenta un indicatore di grande attenzione per la ricerca e lo sviluppo. Sono loro quelli che stanno elaborando la prossima grande novità. Notiziario CORDIS - Che cosa pensa della necessità di equilibri tra la regolamentazione e le forze di mercato, tra i finanziamenti pubblici e quelli privati, tra le iniziative degli Stati e quelle federali? Gli USA hanno tratto conclusioni importanti sulle combinazioni più efficaci di tali fattori? Senatore Reeves - Questa è una domanda difficile. Non credo che siamo giunti alla redazione di un decalogo degli insegnamenti della new economy. In linea di massima cerchiamo di adottare un approccio non invasivo nei confronti dell'imprenditoria. Cerchiamo di sostenere aspetti quali l'istruzione, la formazione del capitale iniziale e gli sgravi fiscali per la creazione di posti di lavoro. Quanto alle comunicazioni, stiamo cercando di comprendere l'approccio giusto da adottare in merito alla tecnologia a banda larga. La liberalizzazione del mercato andrebbe a creare le infrastrutture dove c'è domanda, ma taglierebbe fuori molte comunità. Questo è un ambito nel quale vedo in vantaggio l'UE. Finché l'utilizzo di Internet a livello comunitario resta modesto, è notevole la disponibilità di reti a banda larga per un'alta percentuale di popolazione dell'UE.