Il Parlamento europeo farà sentire il proprio peso nella creazione del SER
Secondo una bozza di relazione a cura dell'europarlamentare Elly Plooij-van Gorsel, tutti i particolari riguardanti la configurazione del futuro SER (Spazio europeo della ricerca) devono essere delineati nella proposta del sesto programma quadro (6PQ) che la Commissione presenterà al Parlamento europeo nel 2001. La relazione, la cui versione finale sarà disponibile all'inizio del 2001, valuta i nuovi strumenti illustrati nella comunicazione della Commissione sul SER, nonché le priorità e le modalità previste per il 6PQ. "Indipendentemente da quali misure dettagliate saranno decise per la promozione del SER [...] esse devono comunque essere indicate nella proposta del sesto programma quadro da presentare al Parlamento europeo nel febbraio 2001, in vista dell'adozione mediante la procedura di codecisione. Le misure concernenti il SER non possono costituire un insieme di strumenti parallelo al programma quadro. Esse possono essere definite solamente nell'ambito del medesimo ed occorre sempre ricordare che rappresentano una base di partenza rispetto ad una prospettiva a lungo termine rappresentata dall'economia e dalla società basate sulla conoscenza". Poiché le misure riguardanti il SER saranno definite nell'ambito del programma quadro, tutte le decisioni relative al SER verranno adottate mediante la procedura di codecisione. Il Parlamento intende ugualmente esercitare la propria autorità, al fine di farsi "garante politico dell'integrità democratica dello Spazio europeo della ricerca". La Plooij-van Gorsel critica la mancanza di una dimensione democratica nei documenti concernenti il SER pubblicati dal Consiglio europeo, dal Consiglio dei Ministri e dalla Commissione. Tuttavia, nella propria relazione la deputata Plooij-van Gorsel ha diffusamente elogiato la Commissione, riconoscendone l'audacia nell'approccio al miglioramento della politica europea in materia di ricerca. La relazione loda inoltre la Commissione per aver riconosciuto l'adeguatezza del principio di sussidiarietà e sostiene la proposta della Commissione di potenziare l'attuale progetto Géant, in modo da istituire una rete di ricerca transeuropea ad alta velocità, sebbene venga richiesta maggiore chiarezza in merito alla proposta. Elly Plooij-van Gorsel sostiene il concetto di geometria variabile, a condizione che non vengano trascurati i diritti e le aspirazioni dei paesi più piccoli. Nel tentativo di definire un mezzo per superare gli svantaggi della geometria variabile, la relazione propone una nuova formula: pubblicare all'interno della proposta del programma quadro "un programma di tematiche prioritarie che, a tempo debito, potrebbero essere selezionate e proposte agli Stati membri, nel rispetto delle norme, anch'esse da pubblicare, relative alla correttezza ed alla trasparenza delle procedure di attuazione dei programmi specifici. A ciò si potrebbe associare una riserva finanziaria nella dotazione di bilancio complessiva del programma quadro, dalla quale eventualmente attingere in base alle priorità ed alle norme concordate". La Plooij-van Gorsel sottolinea che la Commissione dovrebbe svolgere il ruolo di facilitatore. Un'ulteriore misura proposta nella relazione consiste nella cooperazione tra i consigli nazionali di ricerca, ancora una volta facilitata dalla Commissione e sostenuta mediante finanziamenti comunitari. La relazione introduce inoltre il concetto di programmi "orfani": settori di ricerca, che possono non avere il sostegno di grandi lobby, ma che promettono un considerevole valore aggiunto europeo. Secondo quanto proposto da Elly Plooij-van Gorsel, le azioni potrebbero spaziare dalla mappatura delle coste a fini ambientali ad alcune forme di ricerca sociale finalizzata.