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Contenuto archiviato il 2022-12-21

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Östros sollecita un riequilibrio tra la ricerca ambientale ed aeronautica

L'Europa può attendersi un brillante futuro nel settore dell'aeronautica, a condizione che non vengano trascurati gli aspetti ambientali. Questo è il messaggio lanciato dal ministro svedese dell'Istruzione e degli Affari scientifici, nonché attuale presidente del Consiglio "Ri...

L'Europa può attendersi un brillante futuro nel settore dell'aeronautica, a condizione che non vengano trascurati gli aspetti ambientali. Questo è il messaggio lanciato dal ministro svedese dell'Istruzione e degli Affari scientifici, nonché attuale presidente del Consiglio "Ricerca" dell'UE, Thomas Östros durante un'intervista al Notiziario CORDIS, avvenuta in occasione della quarta edizione delle giornate dell'aeronautica, ad Amburgo. Östros ha sottolineato il ruolo centrale che la ricerca riveste attualmente nella politica e ha illustrato come la ricerca in campo aeronautico si inserisca fra le tre priorità della Presidenza svedese: ambiente, occupazione ed ampliamento. L'ampliamento dell'UE stimolerà la crescita economica, che, a sua volta, renderà ancor più necessaria l'adozione di un programma a favore dell'ambiente in campo aeronautico per far fronte al crescente consumo di carburante, ha affermato Östros, secondo cui l'aspetto ambientale rappresenta "la sfida più grande ed importante". Adottare una strategia rispettosa dell'ambiente non risponde solo ad una logica ecologica, ma anche concorrenziale, ha dichiarato il Ministro a CORDIS. "Qualsiasi attività a lungo termine in campo aeronautico deve tener conto dell'aspetto ambientale, perché in futuro i cittadini, il mondo intero chiederà aerei molto più ecologici. Pertanto, per far fronte alla concorrenza, occorrerà investire parecchio, sotto questo punto di vista". L'UE dovrà trovare un equilibrio tra il mantenimento degli attuali centri di eccellenza e la creazione di nuovi, ha affermato Östros. Secondo il Ministro la capacità di innovazione dell'Europa deve essere rilanciata e la mobilità rappresenta uno dei mezzi per raggiungere tale obiettivo. "L'Europa non deve chiudersi nel suo guscio. Dobbiamo restare aperti alla cooperazione internazionale", ha ammonito Östros. La Svezia ha fatto proprie queste caratteristiche fin dal momento in cui è entrata a far parte dell'UE, nel 1995, in occasione dell'ultima fase di ampliamento. Secondo Östros si è assistito ad un notevole cambiamento in seno alla comunità scientifica. "Entrare a far parte dell'UE ci ha davvero permesso di lavorare con i partner europei in modo molto più intenso rispetto al passato", ha dichiarato al Notiziario CORDIS. Sebbene la Svezia sia uno degli Stati membri più piccoli dell'UE, il Ministro ha sottolineato che il suo paese dispone di un'industria aeronautica molto forte, la quale è orgogliosa dello sviluppo del caccia Gripen, "la punta di diamante dell'industria aeronautica svedese". Interrogato sul ruolo dei paesi più piccoli nella futura attività di R&S europea, nell'ambito della quale potrebbe essere data priorità ai progetti di più ampie dimensioni, Östros ha dichiarato di non essere preoccupato. "So che la Commissione non può avanzare una proposta che rappresenta uno svantaggio per i paesi più piccoli o forse per quelli più grandi [.]. Pertanto dobbiamo far sì che il programma quadro tenga conto del fatto che paesi grandi e piccoli devono poter competere. Ai fini della concorrenza, è l'eccellenza scientifica che conta e non le dimensioni del paese. Sono certo che è possibile concentrare gli sforzi in alcuni settori di interesse [.] e allo stesso tempo strutturare questi sforzi mirati in modo tale da consentire ai paesi più piccoli di ottenere successo".

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