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Ancora scarsa fiducia nel commercio elettronico, sostiene Byrne

I consumatori non hanno ancora fiducia nel commercio elettronico e pertanto non ne utilizzano a pieno le potenzialità, ha dichiarato il commissario europeo per la Salute e la Tutela dei consumatori David Byrne, intervenendo ad una conferenza sull'argomento il 2 marzo scorso. E...

I consumatori non hanno ancora fiducia nel commercio elettronico e pertanto non ne utilizzano a pieno le potenzialità, ha dichiarato il commissario europeo per la Salute e la Tutela dei consumatori David Byrne, intervenendo ad una conferenza sull'argomento il 2 marzo scorso. Egli ha fatto notare come, nonostante l'ampia pubblicità e visibilità, il giro d'affari del settore "business to consumer" (dalle imprese ai consumatori) si sia rivelato deludente. Il commercio elettronico rappresenta meno dell'uno per cento delle vendite al dettaglio registrate all'interno dell'Unione. "Ci troviamo davanti a quella che io definisco 'la scarsa fiducia nel mezzo elettronico' ", ha aggiunto. Secondo il commissario Byrne, tale problema ha molteplici cause. La mancanza di trasparenza dovuta ai prezzi espressi in valute diverse potrà essere superata con l'introduzione dell'euro, prevista per il prossimo anno, che renderà più semplice il confronto tra le proposte dei vari dettaglianti. Ma esistono altri problemi ancora irrisolti, ad esempio come garantire la sicurezza e la riservatezza delle informazioni di carattere finanziario che vengono comunicate attraverso Internet o l'esercizio del diritto di regresso nei confronti del dettagliante in caso di insoddisfazione dell'acquirente, due questioni che causano molte preoccupazioni tra i consumatori. Il commissario Byrne ha inoltre fatto riferimento ad alcuni sondaggi che rivelano che chi si affida al commercio elettronico spesso vede "calpestati i propri diritti di base", quali la fornitura di prodotti o servizi già pagati. Se da un lato le aziende operanti nel settore hanno risentito indirettamente dei gravi problemi d'immagine che hanno colpito le aziende maggiori vittime di clamorosi insuccessi, dall'altro perdura il problema degli scarsi progressi in materia di adozione di codici di comportamento comuni. "Ad un livello più generale, sto esaminando possibili modelli futuri di regolamentazione per i consumatori e le imprese nel contesto della nuova economia", ha dichiarato Byrne. "La questione di base è la seguente: l'approccio attuale nei confronti della regolamentazione riesce a stare al passo con i cambiamenti in atto nel settore? Io credo di no e penso anche che potremmo rischiare di essere presi in contropiede dagli sviluppi in atto in questo mercato". Il Commissario ha inoltre aggiunto che, affinché queste nuove regole comuni e codici di autoregolamentazione siano veramente efficaci, sarà necessario trovare un accordo su due questioni chiave, ovvero come assicurare un'ampia rappresentatività e come stabilire una chiara relazione con il quadro normativo vigente. Egli ha inoltre concluso affermando che sono evidenti i vantaggi dell'approccio statunitense alla questione.

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