Secondo un'università svedese, occorre rivedere i finanziamenti nell'ambito del 6PQ
Il senato accademico dell'università svedese di Uppsala ritiene che le proposte per il sesto programma quadro costituiscano l'esempio di un eccessivo approccio "dall'alto" da parte della Commissione e che, pertanto, si dovrebbe conferire potere ai consigli federali per la ricerca. In un esaustivo commento alle proposte, il senato accademico dell'università seguita a spiegare come, a suo avviso, le risorse sopranazionali da destinare annualmente alla ricerca, per un totale di 3,5 miliardi di euro, dovrebbero essere "distribuite attraverso consigli federali per la ricerca". Ciò offrirebbe il vantaggio di una distribuzione dei fondi da parte dei rappresentanti eletti della comunità di ricerca e consentirebbe, secondo il senato, di aumentare la qualità della ricerca, sia a livello nazionale che comunitario. Il senato, che rappresenta i docenti e gli studenti dell'università, afferma che attualmente "prevale l'idea secondo cui la Commissione [europea], in quanto mandataria di interessi settoriali, è tenuta a decidere quali progetti di ricerca debbano essere considerati prioritari". Esso afferma che, sebbene tale sistema non sia nuovo, l'introduzione di metodi aperti di coordinamento condurrà ad una riduzione dell'attività delle comunità di ricerca degli Stati membri, minando le fondamenta culturali ed economiche della ricerca in tali Stati. "La credibilità dei governi degli Stati membri dipenderà, più che in passato, dal perseguimento delle stesse politiche a livello sopranazionale, nazionale e intergovernativo", afferma il senato, il quale ha concluso che la proposta, nella sua attuale versione, è "altamente insoddisfacente". In risposta alle affermazioni del senato, un portavoce della Commissione ha sottolineato che le proposte della stessa sono state elaborate dopo un anno di consultazioni. "Queste proposte non sono giunte dal nulla. La consultazione è stata annunciata a tutti, era accessibile su Internet e, ad un certo punto, si è dovuto prendere una decisione. Il comitato scientifico è stato ascoltato". Il portavoce ha altresì evidenziato che l'Istituto di prospettiva tecnologica, al di sopra di qualsiasi influenza, ha trascorso un anno a studiare quali fossero le priorità più adatte.