Secondo il parere dell'ERF, il 6PQ deve tornare a ricerche di base
Il sesto programma quadro dell'Unione europea (6PQ) deve dare maggiore enfasi alle scienze applicate, piuttosto che esplorare "aree di ricerca completamente nuove come la nanotecnologia o la genomica". Questo è il parere della Federazione stradale dell'Unione europea (ERF) sul 6PQ che, sempre secondo l'ERF, non mette sufficientemente in rilievo la necessità di rispettare gli obiettivi della politica comune dei trasporti (PCT). Secondo il parere dell'ERF, l'efficienza economica e la protezione ambientale sono i due settori su cui i programmi dovrebbero concentrarsi. Poiché il trasporto stradale rappresenta il metodo di trasporto terrestre più importante, l'ERF ritiene che "la Commissione europea dovrebbe riorientare il proprio impegno nella ricerca verso tale settore, che presenta il maggiore potenziale per raggiungere gli obiettivi previsti dalla politica comune dei trasporti". L'ERF mette poi in discussione l'utilità della ricerca condotta finora, che ha avuto come oggetto l'intermodalità (ossia il processo del passaggio di persone e merci da una modalità di trasporto ad un'altra), definendola come "un concetto di trasporto obsoleto e impraticabile". Sarebbe invece preferibile condurre ulteriori ricerche mirate specificamente al trasporto stradale e ai problemi che questo comporta. Il documento continua delineando quali dovrebbero essere le priorità di ricerca in questo settore. Tra queste vengono citate la ricerca sulla sicurezza stradale, la ricerca sull'impatto ambientale del trasporto stradale, i metodi di raccolta dei dati e le reti transeuropee. Vengono poi proposte aree di ricerca più specifiche in questi ambiti, quali la ricerca sugli aspetti infrastrutturali della sicurezza stradale, la definizione di orientamenti sulle migliori prassi relative alla manutenzione stradale e alla gestione dei tunnel stradali, la valutazione d'impatto della sicurezza nell'ambito del settore della sicurezza stradale. Per quanto riguarda l'impatto ambientale del trasporto stradale, secondo l'ERF andrebbero studiate tematiche quali i sistemi intelligenti di trasporto (ITS), la gestione dei parcheggi, i problemi del trasporto urbano, l'analisi dei metodi di attribuzione dei costi per le infrastrutture di trasporto e il miglioramento della tecnologia dei veicoli. I metodi di raccolta dei dati dovrebbero essere perfezionati rispetto ai metodi di misurazione dei dati utilizzati da EUROSTAT, che l'ERF considera insufficienti per la politica dei trasporti. L'ERF ritiene che sia importante migliorare la ricerca sulle quantità trasportate, il traffico delle reti, la misurazione del valore economico e dell'autoconsumo del trasporto, oltre a sviluppare ulteriormente il sistema informatico del trasporto europeo (ETIS). Infine, l'ERF richiede che vengano condotte ricerche più approfondite sulle reti transeuropee, soprattutto in relazione alla definizione dell'importanza socioeconomica del trasporto e dell'impatto del commercio elettronico nelle catene di fornitura nel settore dei trasporti.