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Liikanen sostiene la necessità di provvedere alla disaggregazione della rete locale

Il commissario europeo per le Imprese e la Società dell'informazione Erkki Liikanen ha riscosso un caloroso consenso da parte degli europarlamentari, il 12 giugno, allorché ha affermato che potrebbero essere intraprese azioni legali contro gli Stati membri in mancanza, entro o...

Il commissario europeo per le Imprese e la Società dell'informazione Erkki Liikanen ha riscosso un caloroso consenso da parte degli europarlamentari, il 12 giugno, allorché ha affermato che potrebbero essere intraprese azioni legali contro gli Stati membri in mancanza, entro ottobre, di progressi nell'attuazione della normativa comunitaria sull'accesso disaggregato alla rete locale. Rivolgendosi alla commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia a Strasburgo, Liikanen ha sottolineato che solo nove degli Stati membri hanno provveduto alla disaggregazione dell'anello locale, nonostante la regolamentazione europea sia entrata in vigore il 1° gennaio 2001. Tale normativa impone l'apertura alla concorrenza dell'ultimo tratto del collegamento tra il cliente e la rete, che spesso appartiene alla società di telecomunicazioni non più monopolista nello Stato membro. La mancata liberalizzazione di questo mercato ha comportato un livello dei prezzi significativamente più alto rispetto ai paesi in cui la rete locale è stata disaggregata. Ciò ha a sua volta ostacolato la diffusione di Internet. Liikanen ha spiegato di comprendere che l'apertura della rete locale non potesse avvenire da un momento all'altro, ed ha ribadito di essere consapevole delle molte modifiche necessarie a tale conversione, comportanti problemi di software, di collocazione e di prezzo. Ha anche sottolineato la propria convinzione che le autorità nazionali di regolamentazione (ANR) stanno già lavorando alla risoluzione di tali difficoltà. "A nostro parere le autorità nazionali sono state effettivamente molto attive nell'affrontare tali questioni", ha dichiarato. Ma Liikanen ha anche ribadito che la normativa europea è applicabile direttamente negli Stati membri (non essendo necessario alcun recepimento), e che ciò avrebbe dovuto comportare un'attuazione più rapida. Ha inoltre dichiarato che uno dei motivi per cui non sono state aperte procedure d'infrazione contro alcuni Stati membri era che esse sarebbero state probabilmente controproducenti al momento, dato che le ANR stanno ancora compiendo sforzi reali per risolvere la situazione. "A nostro parere la procedura d'infrazione a questo punto distrarrebbe l'attenzione, senza apportare benefici significativi ai nuovi entranti", ha affermato Liikanen, precisando comunque che la valutazione cambierà qualora "i lavori preparatori per la settima relazione sull'attuazione della normativa, in programma ad ottobre, dimostrassero che le ANR hanno fallito nella messa in vigore di tale normativa". Una posizione più incisiva è stata invocata anche da alcuni europarlamentari, in particolare dall'ex relatore della normativa, l'eurodeputato britannico Nicholas Clegg. Questi ha affermato che gli operatori storici che puntano i piedi per rallentare l'attuazione della normativa dovrebbero essere ammoniti del fatto che stanno rischiando di "perdere l'ultimo treno". Clegg ha espresso la sua preoccupazione in merito agli attuali titolari della rete che ricorrono a pretesti tecnici per ritardare l'attuazione della normativa o che, anche quando questa verrà applicata, riservino un trattamento preferenziale alle loro società controllate o filiali.