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Il parere del CES: la comunicazione sull'innovazione è "un passo in avanti nella giusta direzione"

La comunicazione sull'innovazione, resa nota dalla Commissione europea, è stata "accolta molto favorevolmente" dal Comitato economico e sociale (CES), ma ulteriori risorse dovrebbero essere destinate agli "ambiziosi" obiettivi della comunicazione. Queste osservazioni emergono ...

La comunicazione sull'innovazione, resa nota dalla Commissione europea, è stata "accolta molto favorevolmente" dal Comitato economico e sociale (CES), ma ulteriori risorse dovrebbero essere destinate agli "ambiziosi" obiettivi della comunicazione. Queste osservazioni emergono dai commenti del CES sulla comunicazione adottata a larghissima maggioranza il 12 luglio. Il CES ritiene che la comunicazione della Commissione al Consiglio ed all'Europarlamento, intitolata "L'innovazione in un'economia fondata sulla conoscenza", costituisca un "passo in avanti nella giusta direzione". Il parere del CES, però, mette subito in evidenza alcuni aspetti che necessitano di integrazioni e chiarimenti. Il Comitato definisce i cinque obiettivi della comunicazione come "appropriati anche se, forse, piuttosto ambiziosi". Sulla base di tale constatazione, il CES si è concentrato sull'esigenza di considerare le risorse destinate alla realizzazione di tali obiettivi, e "sollecita il Consiglio ad assicurare lo stanziamento di finanziamenti sufficienti". Il Comitato indica l'imminente sesto programma quadro come l'occasione in cui attribuire la giusta importanza all'interesse concreto verso l'innovazione. Ecco i cinque obiettivi della comunicazione iniziale, trattati uno per uno nel parere del CES: la coerenza delle politiche d'innovazione; un quadro normativo favorevole all'innovazione; l'incentivo alla creazione e alla crescita di imprese innovative; il miglioramento delle interfacce chiave nel sistema d'innovazione, e una società aperta all'innovazione. Il CES ritiene che la coerenza costituisca un elemento fondamentale delle politiche d'innovazione, le quali dovrebbero essere oggetto di analisi comparativa. Il Comitato consiglia alla Commissione di redigere un piano, per far sì che i programmi d'innovazione nazionali degli Stati membri siano accessibili a tutti gli operatori e alle aziende dell'UE. Esso raccomanda, inoltre, l'armonizzazione dei programmi d'innovazione nazionali ed europei. Secondo il CES, un'azione più rapida e intensa viene richiesta dagli Stati membri per attuare "un quadro normativo favorevole all'innovazione ". Il Comitato raccomanda soprattutto l'applicazione di misure fiscali e la promozione degli investimenti privati nei settori della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione. In particolare, il CES vorrebbe assistere a un alto livello di comunicazione tra PMI (piccole e medie imprese), università e centri di ricerca negli Stati membri, e chiede quindi alla Commissione di ridurre "gli ostacoli burocratici che bloccano l'accesso ai programmi scientifici". Il CES sostiene che il terzo obiettivo della comunicazione, ossia l'incentivo alla creazione e alla crescita di imprese innovative, sia "il più importante per l'Unione". Il Comitato puntualizza la mancata disponibilità di capitale di rischio in Europa, rispetto agli USA. "Secondo il CES, non esiste alcun programma di finanziamento adeguato a sostenere la creazione o l'esistenza di imprese innovative. Manca qualsiasi forma di meccanismo, a livello europeo, che generi capitale di rischio o finanziamenti per nuove imprese". Pertanto, il Comitato chiede alla Commissione di ideare un programma per attirare e incanalare il capitale di rischio (in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti), promuovendo la ricerca di strategie che eliminino le restrizioni ai finanziamenti per i programmi di ricerca e innovazione. Il Comitato auspicherebbe, inoltre, che la Commissione istituisse un forum europeo in materia di licenze e innovazioni. Dal punto di vista delle risorse umane, il parere mette in luce come la posizione di superiorità degli USA non vada attribuita ad un migliore sistema scolastico, ma ad una migliore organizzazione dei centri di eccellenza. L'Europa esercita una forza di attrazione ancora inadeguata verso professionisti di spicco del settore, specialmente se provengono dai paesi più innovativi come il Giappone e gli USA. Il CES sostiene che la mobilità e il trasferimento della conoscenza, tra i settori e le varie sedi, risultano ancora bloccati da un coordinamento insufficiente. Il Comitato sollecita la Commissione a sottoporre quest'attività ad analisi comparativa, pur sostenendo le misure delineate nella comunicazione. Per quanto riguarda "una società aperta all'innovazione", il CES concorda sul fatto che i media debbano svolgere un ruolo fondamentale nell'accrescere la consapevolezza dell'importanza dell'innovazione, ma necessitano di maggiori particolari sulle modalità di realizzazione. Il Comitato sottolinea, inoltre, che i docenti rappresentano un'altra fonte preziosa per aumentare la consapevolezza e, in una prima fase, richiede corsi di aggiornamento per aiutarli a migliorare sotto questo aspetto. È necessario un ulteriore sforzo per affrontare i problemi che riguardano i brevetti in Europa. A parte la mancanza di un brevetto europeo, il CES sottolinea gli interessi divergenti che separano la comunità accademica dalle imprese: "La prima preferisce la pubblicità immediata, quale elemento di prestigio e criterio per l'avanzamento di carriera. La seconda non auspica la divulgazione, almeno finché la scoperta non sia stata tutelata dai diritti sulla proprietà intellettuale", così afferma il Comitato, aggiungendo che il problema dovrebbe essere affrontato prevedendo un "periodo di tolleranza per le novità". Pur sostenendo i cinque obiettivi della comunicazione, e riconoscendo il "deficit d'innovazione" che caratterizza l'Europa, il CES ha ritenuto di poter sintetizzare lo stimolo all'innovazione in quattro principi chiave: informazione sull'innovazione; una consapevolezza diffusa del valore dell'innovazione; un ambiente funzionale a livello organizzativo e normativo; il coordinamento delle attività a livello nazionale e intersettoriale. Il parere conclude: "Allo stato attuale, la comunicazione non può raggiungere gli obiettivi strategici che si è posta in proposito, nemmeno con i miglioramenti presentati dal CES nel presente documento. Può, tuttavia, contribuire allo sviluppo delle strategie delineate come parti integranti di una spinta generalizzata verso l'innovazione". st mit den vom WSA in s

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