Un gruppo d'affari invita gli Stati a condurre l'iniziativa sulla mobilità sostenibile
I governi, inclusi gli Stati membri dell'UE, devono agire per condurre l'iniziativa per un sistema di trasporti più ecologico, ha concluso una relazione diffusa l'11 ottobre dalla compagnia petrolifera Shell, per conto del World business council for sustainable development (WBCSD - Consiglio mondiale delle attività imprenditoriali per lo sviluppo sostenibile). La relazione "Mobility 2001" (Mobilità 2001) sostiene che, mentre le imprese sono disposte a prendere l'iniziativa per arginare problemi sempre più gravi quali la congestione, le scarse infrastrutture, il tasso di incidenti, il rumore e l'inquinamento, le istituzioni politiche devono agire per affrontare in maniera efficace le questioni della mobilità. Philip Watts, presidente del consiglio d'amministrazione del Gruppo Royal Dutch/Shell e copresidente del progetto di mobilità sostenibile, ha descritto la relazione come "una ricerca che conferma la mia opinione in merito a quello che la maggior parte della gente intuisce vale a dire che, se si vuole evitare un continuo declino verso il traffico convulso non sostenibile ed il degrado ambientale, allora le modalità con cui ci spostiamo dovranno subire un cambiamento". Il gruppo di ricerca autore della relazione ha definito sette sfide fondamentali alla mobilità sostenibile: - assicurare che i sistemi di trasporto siano al servizio delle necessità umane essenziali; - adattare i mezzi di trasporto ai nuovi requisiti in materia di emissioni, utilizzo di carburante, capacità, assetto della proprietà; - reinventare il trasporto pubblico per offrire una valida alternativa a coloro i quali hanno accesso alle automobili; - reinventare il processo di pianificazione, sviluppo e gestione dell'infrastruttura della mobilità; - ridurre le emissioni di carbonio; - risolvere la concorrenza per l'utilizzo delle infrastrutture fra trasporto di persone e di merci; - far fronte alla congestione. La relazione, patrocinata da 11 aziende automobilistiche e petrolifere mondiali, di cui sette con sede in Europa, valuta lo stato della mobilità mondiale alla fine del ventesimo secolo. Essa costituisce la prima fase del progetto di mobilità sostenibile del WBCSD, che mira ad approntare entro il 2003 strategie di mobilità sostenibile per i prossimi decenni.