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Contenuto archiviato il 2022-12-21

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Migliorare la qualità della vita con le tecnologie della società dell'informazione

La società ha rappresentato l'argomento centrale della conferenza IST (tecnologie della società dell'informazione) di quest'anno, svoltasi a Düsseldorf, intitolata "Tecnologie al servizio degli individui". Durante i lavori, si sono esaminati i vantaggi che le tecnologie della ...

La società ha rappresentato l'argomento centrale della conferenza IST (tecnologie della società dell'informazione) di quest'anno, svoltasi a Düsseldorf, intitolata "Tecnologie al servizio degli individui". Durante i lavori, si sono esaminati i vantaggi che le tecnologie della società dell'informazione potrebbero arrecare alla comunità e i mezzi per garantirne l'accesso a tutti. Forte della convinzione che il divario digitale può essere ridotto, il commissario per le Imprese e la Società dell'informazione Erkki Liikanen ha dichiarato al Notiziario CORDIS che gli Stati membri dell'UE devono impegnarsi di più in questo settore. "Non è stato fatto abbastanza", ha affermato Liikanen. "Un problema fondamentale è collegare le scuole a Internet e aggiornare i corsi di studi". Il Commissario ha spiegato che i programmi scolastici dovrebbero essere modificati in modo che le TI non siano considerate come argomenti distinti, bensì come componenti intrinseche di tutte le discipline. "Anche i datori di lavoro e le istituzioni pubbliche hanno la loro responsabilità", ha sostenuto Liikanen. Essi devono "aggiungere contenuto in modo che le TI presentino un interesse per i cittadini". Il Commissario ha dichiarato al Notiziario CORDIS che, se è disponibile un contenuto adeguato, i cittadini preferiranno "lavorare on line piuttosto che fare la fila". Tuttavia, egli ha aggiunto che buona parte delle azioni richieste non può essere compiuta a livello degli Stati membri e che occorre una regolamentazione. Secondo Liikanen, "dobbiamo avere un quadro giuridico per creare concorrenza e dal momento in cui si richiede il supporto del settore pubblico, per esempio nelle regioni più lontane, allora quest'ultimo dovrà adempiere le sue responsabilità". Wolfgang Clement, ministro-presidente della regione tedesca Renania del Nord-Vestfalia, ha anch'egli invitato a costruire una società dell'informazione inclusiva. "A che serve la migliore tecnologia se non posso avervi accesso, se mi intimorisce, o se le mie abilità o conoscenze non sono sufficienti per attingere al suo potenziale?", si è chiesto Clement all'apertura della conferenza. Secondo il Ministro-Presidente, "nessuna economia politica moderna può permettersi che una parte consistente della popolazione non sia capace di impiegare le attuali tecnologie della comunicazione, o che non abbia l'opportunità di farlo". "Dovremmo chiederci con spirito critico perché sempre più persone stanno incontrando difficoltà ad impiegare un PC o a navigare in Internet. Non dobbiamo e non possiamo limitarci ad aspettare che la generazione "@" termini gli studi. In questo caso abbiamo un importante compito politico. Assieme agli attori sociali, dobbiamo accertarci che ognuno di noi abbia pari opportunità e possibilità per fruire delle tecnologie dell'informazione". "Il tanto citato "divario digitale" non deve dividere le nostre società in vincitori e vinti dello sviluppo tecnico. Non dobbiamo soltanto semplificare le tecnologie, ma anche sostenere e rafforzare le competenze dei cittadini nell'impiego di tali tecnologie e dei media". Clement ha ricordato ai presenti che, dopo essersi aperti al cambiamento tecnologico, i cittadini hanno anche delle aspettative. Questo punto è stato ripreso da Rodolfo Cattani, membro dell'Associazione europea per i non vedenti, che ha concluso la presentazione delle future priorità ed esigenze della ricerca nella società dell'informazione affermando: "La tecnologia ha fatto molto. Ha risvegliato il nostro appetito e, ora che abbiamo molta fame, dovrete darci alimenti di buona qualità!". Cattani ha sottolineato che la tecnologia può rivoluzionare le vita dei disabili, ma può anche costituire un'ulteriore barriera. Ha contestato le disposizioni relative alla ricerca in materia di tecnologie destinate ai disabili, nell'ambito del sesto programma quadro (6PQ), affermando che tale ambito non viene citato specificamente, ma nascosto dietro una serie di definizioni. Cattani ha richiesto un maggiore studio della funzionalità e dell'accessibilità, ad esempio per Internet, i telefoni cellulari, i mezzi di trasporto, le informazioni sulla viabilità e sui trasporti, nonché le case "intelligenti". Queste ultime, progettate per persone anziane e "metastabili" (che necessitano solo di assistenza occasionale) funzionano con circa 40 sensori collegati a una radio. La tecnologia non si limita ad interferire nella vita dell'occupante, ma apre un vero e proprio dialogo. Nessun'informazione esce dalle mura domestiche, ad eccezione di un allarme che scatta solo in caso di problemi, garantendo così il rispetto della privacy della persona. Cattani ha sottolineato che progetti adeguati riducono l'esigenza di supporto umano ed aumentano l'indipendenza dei disabili, aspetto che era già stato rilevato in un momento precedente della conferenza da Bengt Lindqvist, relatore speciale in materia di disabilità alla commissione dello sviluppo sociale presso le Nazioni Unite, nonché ex ministro svedese dei Servizi sociali e della Politica per la famiglia. Lindqvist ha raccontato la propria esperienza di non vedente, dicendo che nel 1982, anno in cui venne eletto deputato al Parlamento svedese, doveva farsi aiutare da tre assistenti per sbrigare la corrispondenza. Tuttavia, quando ha lasciato il Parlamento nel 1995, un sistema informatico accessibile gli consentiva di eseguire tutte le operazioni da solo. "So che questo [sistema] può fare miracoli". "Le istituzioni democratiche hanno un ruolo fondamentale da svolgere a livello di divulgazione e incentivazione", ha affermato Lindqvist aggiungendo che "solo il potere legislativo può garantire l'accessibilità". "Per 30 anni abbiamo dovuto far fronte all'inaccessibilità. Naturalmente la situazione è migliorata, ma le strutture non sono ancora fisicamente raggiungibili". L'UE sta contribuendo a migliorare l'accessibilità e la qualità della vita dei disabili, finanziando una serie di progetti. TOPCARE, per esempio, si occupa di dispositivi tecnici e sistemi TI destinati alla cosiddetta "e-homecare" (assistenza elettronica a domicilio), ponendo le basi per portare i servizi di assistenza sanitaria cooperativa nelle case dei pazienti. Il sistema verrà impiegato per garantire il monitoraggio a domicilio e il trattamento di pazienti che necessitano di terapie infusive. PLAY2 consentirà di creare archivi musicali utilizzabili da musicisti non vedenti, mentre il progetto TIM sta migliorando l'accesso ai giochi multimediali per i bambini ipovedenti. REHAROB ha sviluppato un sistema che esegue ricerche standardizzate dei movimenti di mani e braccia per pazienti con deficit neuromotori. Il progetto "Talking bar codes" sta invece lavorando a uno scanner portatile, che permetterà alle persone con difficoltà di lettura di consultare documenti in versione codificata con codici a barre.

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