La missione Cluster svela i segreti dell'aurora nera
I dati inviati dai veicoli spaziali Cluster dell'Agenzia spaziale europea (ESA) hanno fornito informazioni dettagliate sulla natura delle "aurore nere", che si manifestano come ombre scure tra i brillanti colori dell'aurora boreale e australe. I ricercatori svedesi e britannici hanno impiegato il quartetto di satelliti della missione Cluster, per compiere osservazioni particolareggiate sulle zone in cui si formano queste "strane" aurore. In base ai dati ottenuti con la missione Cluster, queste macchie scure si formano in corrispondenza di buchi nella ionosfera, uno strato dell'atmosfera dove si trovano miliardi di particelle di carica positiva e negativa. In questo caso, le particelle che formano la ionosfera vengono proiettate nello spazio soprastante, in zone note come "strutture a potenziale elettrico positivo". Si tratta del processo opposto rispetto alla formazione delle aurore visibili, in cui gli elettroni scendono a spirale dallo spazio verso l'atmosfera, creando strutture simili, ma dotate di carica negativa. Questi fenomeni costituiscono quindi una sorta di "anti-aurora", caratterizzata da condizioni esattamente opposte rispetto all'aurora normale. "A dire il vero, non si tratta assolutamente di un'aurora, ma di una mancanza di attività aurorale in una zona dove gli elettroni vengono "risucchiati" dalla ionosfera," ha spiegato il Professor Göran Marklund dell'Alfvén Laboratory in Svezia. "Ora, con l'ausilio dei quattro veicoli spaziali Cluster, abbiamo potuto studiare per la prima volta i complessi processi fisici che producono questi buchi nelle aurore. Cluster ci ha consentito di scoprire come si formano le enormi strutture verticali che contribuiscono alla forma dell'aurora nera, quanto durano e come variano in funzione dell'altezza", ha Marklund. Il Professore ha aggiunto: "Comprendere la crescita e l'evoluzione di queste strutture dinamiche associate all'aurora costituisce un obiettivo importante per la missione Cluster, un enigma che non può essere risolto con le misurazioni di un unico satellite".