Una commissione del Parlamento europeo chiede il ritiro del settore privato dall'impresa comune Galileo
La commissione per l'industria, il commercio esterno, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo ha chiesto il ritiro del settore privato "dall'impresa comune" costituita quale ente giuridico per sviluppare il progetto di navigazione satellitare Galileo. In una relazione, redatta dal deputato socialista Norbert Glante, la commissione ha espresso timore per la proposta dell'Esecutivo, che consentirebbe l'ingresso di aziende private nell'impresa comune Galileo, poiché, secondo gli europarlamentari, tale partecipazione potrebbe portare a un conflitto di interessi. La commissione chiede che il diritto di associazione sia limitato solo ai membri fondatori, ossia alle Comunità europee e all'Agenzia spaziale europea (ESA), con la probabile adesione futura della Banca europea per gli investimenti. La commissione auspicherebbe inoltre la costituzione di una società di sviluppo distinta, per preservare la partecipazione privata all'iniziativa Galileo, che costituisce la risposta europea al sistema russo Glonass e all'americano GPS. In un parere adottato nel novembre dello scorso anno, il Comitato economico e sociale (CES) ha avanzato una richiesta simile affinché l'impresa comune "sia finanziata esclusivamente attraverso fondi pubblici", al fine di evitare un possibile conflitto di interessi dovuto al coinvolgimento del settore privato. In quell'occasione, Raffaele del Fiore, membro del CES, aveva così avvertito: "Il nostro obiettivo è di coinvolgere la Commissione europea, l'Agenzia spaziale europea, gli Stati membri e il settore privato nel progetto Galileo, ma bisogna garantire l'applicazione della legislazione comunitaria in materia di appalti pubblici".