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Scienziati dell'ESA sviluppano una rivoluzionaria telecamera spaziale

Scienziati dell'Agenzia spaziale europea (ESA), hanno sviluppato una nuova telecamera che è destinata a rivoluzionare il modo in cui gli astronomi osserveranno l'universo. "S-Cam" è l'ultimo risultato di un progetto dell'ESA della durata di dieci anni, volto a sviluppare la p...

Scienziati dell'Agenzia spaziale europea (ESA), hanno sviluppato una nuova telecamera che è destinata a rivoluzionare il modo in cui gli astronomi osserveranno l'universo. "S-Cam" è l'ultimo risultato di un progetto dell'ESA della durata di dieci anni, volto a sviluppare la prossima generazione di rivelatori per le missioni spaziali. La telecamera impiega un superconduttore, ossia un materiale che alle basse temperature perde la sua naturale resistenza all'elettricità e che può essere utilizzato per registrare i fotoni, o particelle di luce, ad un altissimo livello di accuratezza. "Dal 1992 al 1993, abbiamo compreso in via teorica che i superconduttori erano sensibili nelle regioni ottiche e del vicino infrarosso dello spettro", spiega Tone Peacock, capo della divisione "Science payloads technology" dell'ESA. "Nel caso di una telecamera superconduttrice, ciascuna particella [fotone] viene individuata. Oltre a ciò, si misurano il suo tempo di arrivo ed il suo colore". Questa capacità di "etichettare" il colore ed il tempo di arrivo di ciascun fotone, associata alla maggiore velocità apportata dalla nuova telecamera, si prevede che rivoluzionerà le osservazioni astronomiche. Gli astronomi attualmente si affidano alle telecamere CCD (dispositivi ad accoppiamento di carico) per scrutare nello spazio cosmico. Le telecamere CCD, tuttavia, non sono in grado di misurare il colore e possono soltanto rilevare la luminosità di una massa collettiva di fotoni. "S-Cam" registra ogni fotone nel momento in cui arriva, poi trasmette l'informazione ad un computer nel quale viene compilata una banca dati di informazioni. Attraverso l'utilizzo di questi dati, gli astronomi possono cercare le variazioni nella lucentezza e nel colore dei corpi celesti, ad intervalli temporali di solo alcuni millisecondi. Ciò consentirà loro di studiare i corpi celesti che variano rapidamente, quali le esplosioni ottiche associate alle emissioni di raggi gamma e la luce ottica emessa dai pulsar, i nuclei "morti" delle stelle. Il prototipo di "S-Cam" è stato collaudato con successo dai laboratori di ricerca ESTEC dell'ESA, nei Paesi Bassi.

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