La tecnologia dell'ESA rimette in discussione la teoria sull'origine del sistema solare
Una scoperta effettuata da un gruppo internazionale di astronomi, che hanno impiegato l'Osservatorio spaziale ad infrarossi (ISO) dell'Agenzia spaziale europea (ESA), ha lanciato una sfida alle teorie accreditate sulla formazione del sistema solare. Il sistema solare si è formato da materiale proveniente dalla formazione del Sole medesimo. Circa 5.000 milioni di anni fa, "ammassi" di questo materiale che ruotava attorno alla nuova stella si espansero, formando i pianeti. In parecchi di questi pianeti, sono stati rinvenuti i carbonati, minerali che sulla Terra comprendono la pietra calcarea e il marmo. All'inizio gli scienziati pensavano che tali carbonati potessero formarsi unicamente in presenza di acqua allo stato liquido, reperibile solo nei grandi corpi celesti simili ai pianeti. Tuttavia, servendosi di ISO, il team di astronomi ha scoperto una grande quantità di carbonati attorno a due stelle morenti. La scoperta confuta l'associazione fra questi minerali e l'acqua allo stato liquido, poiché il materiale proveniente dalle stelle non si è condensato per formare nuovi pianeti, né si tratta di materiale residuo proveniente da un preesistente sistema planetario distrutto da stelle morenti. I carbonati che gravitano attorno alle stelle si sarebbero dunque formati senza associarsi con l'acqua allo stato liquido. "La nostra scoperta suggerisce che non tutti i carbonati reperiti nel sistema solare si sono formati in presenza di acqua allo stato liquido e ciò, ovviamente, getta nuova luce sulla storia della formazione del sistema solare", ha spiegato Ciska Kemper dell'Università di Amsterdam, una degli astronomi partecipanti al progetto.