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Contenuto archiviato il 2023-01-01

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Un seminario della Commissione esamina la ricerca biotecnologica nell'ambito del 6PQ

In occasione di un seminario della Commissione europea sui nuovi strumenti per il 6PQ nell'area tematica prioritaria "Genomica e biotecnologie per la salute", tenutosi il 18 marzo, è stato espresso sostegno al rafforzamento dell'integrazione e del coordinamento degli sforzi di...

In occasione di un seminario della Commissione europea sui nuovi strumenti per il 6PQ nell'area tematica prioritaria "Genomica e biotecnologie per la salute", tenutosi il 18 marzo, è stato espresso sostegno al rafforzamento dell'integrazione e del coordinamento degli sforzi di ricerca nell'ambito del sesto programma quadro (6PQ). Nel corso della sessione "Progetti integrati", il professor David Stuart del Medical Research Council (Regno Unito) ha presentato il progetto "Spine" (Structural proteomics in Europe), finanziato nel contesto del quinto programma quadro di ricerca (5PQ). Il progetto si propone di "ampliare la portata della rivoluzione genomica", ricorrendo alla robotica e ad altre tecnologie per far progredire l'analisi della funzione proteica. Esso riunirà i principali gruppi europei di biologia strutturale per sviluppare nuovi metodi e tecnologie diretti alle proteine umane implicate in alcune malattie. Il professor Stuart ha dichiarato che la collaborazione al progetto di 17 importanti partner aiuterà ad "avvalersi dei punti di forza della biologia strutturale in Europa", dove, ha affermato, le ricerche in questo campo sono state avviate e coltivate. Egli ha aggiunto che il progetto, che si basa su obiettivi biomedici ma si pone anche fini di sviluppo tecnologico, è organizzato intorno al concetto di "nodi" o pacchetti di lavoro guidati da partner individuali. Il Professore ha affermato che uno degli scopi è "democratizzare" la biologia e la genomica strutturali in Europa grazie al coinvolgimento delle PMI (piccole e medie imprese) nell'elaborazione di nuove tecnologie dai costi non proibitivi. Il professor Marc Girard, a capo del progetto "EuroVac" (un raggruppamento di 21 laboratori che mira a sviluppare un vaccino contro l'HIV fino alla sperimentazione di fase 1 su volontari umani), ha delineato diversi suggerimenti per migliorare il coordinamento della ricerca sull'HIV nell'UE. Rientrano tra questi l'ampliamento del raggruppamento "EuroVac" con l'aiuto di una maggiore dotazione, l'aggregazione di tutti i gruppi europei del massimo livello nella ricerca sull'HIV, la creazione di una struttura centrale per la conservazione dei campioni e l'accesso a consulenze su temi giuridici e questioni di proprietà intellettuale. Nel corso della sessione "Reti di eccellenza", il professor Jorma Isola ha presentato il progetto "ErbB2" (Directed Immunotherapy of Breast Cancer), finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del 5PQ, che esamina l'uso degli anticorpi monoclonali come farmaci contro il cancro alla mammella. Il professor Isola ha dichiarato che i nuovi strumenti del 6PQ fungeranno da "importante catalizzatore intellettuale nella ricerca biomedica", incoraggiando le interazioni tra differenti discipline scientifiche e la creazione di consorzi di ricerca. Egli ha affermato che il progetto da lui coordinato crea "valore aggiunto europeo", associando gruppi provenienti da esperienze scientifiche completamente diverse, dai fisici ai medici ospedalieri. La professoressa Eliane Gluckmann ha presentato i due progetti "Eurocord I" (un progetto di ricerca europeo su una banca del sangue proveniente dai cordoni ombelicali e relativi trapianti), e "Eurocord II", che esamina il sangue del cordone ombelicale come fonte allogena di cellule staminali per uso clinico. Ella ha affermato che, se da un lato il lavoro intrapreso in questi progetti "non sarebbe stato possibile senza finanziamenti europei", dall'altro lato la loro durata è troppo breve per realizzarne appieno il potenziale di ricerca. La professoressa Gluckmann ha affermato che vorrebbe fosse istituito un programma permanente in questo ambito di ricerca. Nel corso del seminario, Bruno Hansen, direttore della Direzione "Scienze biologiche: azioni di ricerca per biotecnologia, agricoltura e alimentazione" della DG Ricerca, ha replicato ai timori, espressi da un delegato ungherese, di un possibile svantaggio per i paesi candidati che si inseriscono nei progetti integrati del sesto programma quadro in una fase successiva. Hansen si è detto fiducioso che i paesi candidati parteciperanno ai progetti del 6PQ, aggiungendo che, proprio come nel quarto e quinto programma quadro, la priorità consisterà nel "garantire che sia sponsorizzata la ricerca migliore". Ha poi dichiarato che è importante assicurare flessibilità ed apertura, nonché impedire che i progetti integrati finanziati nell'ambito del 6PQ diventino "un club chiuso", e spiegato che l'ammissione di nuovi partner durante lo svolgimento di un progetto integrato contribuirà a prevenire tale eventualità. Hansen ha aggiunto che lo scopo dei nuovi strumenti del 6PQ non consiste nel "pensare in grande per amore della grandezza", bensì rappresenta un meccanismo cruciale per generare la massa critica di ricerca indispensabile per salvaguardare la competitività dell'Europa. Ha altresì affermato che l'Europa non partirà da zero nell'uso dei nuovi strumenti, in quanto "le basi sono state poste" dai progetti svolti durante il quarto ed il quinto programma quadro.

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