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Contenuto archiviato il 2023-01-01

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Secondo la Commissione, in molti paesi candidati è necessaria una maggiore regolamentazione in materia di etica e scienza

Per partecipare appieno ai progetti di ricerca del sesto programma quadro (6PQ), i paesi candidati dovranno migliorare il loro livello di conoscenza delle questioni etiche da affrontare in campo scientifico, ha dichiarato al Notiziario CORDIS Barbara Rhode, Capo unità per le q...

Per partecipare appieno ai progetti di ricerca del sesto programma quadro (6PQ), i paesi candidati dovranno migliorare il loro livello di conoscenza delle questioni etiche da affrontare in campo scientifico, ha dichiarato al Notiziario CORDIS Barbara Rhode, Capo unità per le questioni etiche della ricerca e della scienza presso la Commissione europea. Dal 17 al 19 marzo, i rappresentanti dei 13 paesi candidati e degli Stati membri dell'UE si sono riuniti a Bratislava (Slovacchia) per una conferenza sul tema "L'etica nella ricerca e nella scienza: situazione attuale e prospettive nei paesi candidati". Uno degli obiettivi della manifestazione è stato quello di avviare un processo di descrizione delle norme giuridiche nazionali necessarie per rendere i progetti di ricerca eticamente accettabili nell'ambito del 6PQ. Barbara Rhode, Capo unità per le questioni etiche della ricerca e della scienza in seno alla Direzione "Scienza e società", ha dichiarato al Notiziario CORDIS che alcuni paesi candidati hanno compiuto maggiori progressi rispetto ad altri nell'applicazione delle necessarie norme. "Vi è una sorta di spaccatura", ha affermato la Rhode, spiegando come alcuni siano più avanti di altri. Molti paesi, osserva il Capo unità, hanno già introdotto normative sulla ricerca staminale, su quella embrionale e sull'impiego di tessuti umani e animali. Per la maggior parte dei paesi candidati, tuttavia, la genetica rimane un ambito inesplorato sotto il profilo della regolamentazione giuridica. Per poter effettuare una valutazione completa dei progressi compiuti, ha aggiunto il Capo unità, la Commissione necessita di ulteriori informazioni su ciò che è già stato disciplinato e ciò che è legalizzato. La Rhode ritiene che alcuni paesi candidati abbiano ancora qualche esitazione in merito all'introduzione di nuove norme in questo settore e sottolinea che essi "devono rendersi conto che il 6PQ impone regole severe in materia di etica e di procedure". Le informazioni disponibili mostrano che tutti i 13 paesi candidati (Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Repubblica della Slovacchia, Slovenia e Turchia) hanno aderito alla Convenzione internazionale per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità umana per quanto riguarda le applicazioni della biologia e della medicina, mentre alcuni di essi (in particolare Cipro e Malta) non hanno affrontato nello specifico i singoli ambiti che pongono interrogativi etici. Al contrario, Estonia, Ungheria, Lituania e Polonia hanno introdotto norme in tutti i settori elencati: ricerche che coinvolgono individui, tessuti umani, embrioni e animali, nonché protezione dei dati, organismi geneticamente modificati e norme di sicurezza per i laboratori. Secondo la Rhode, determinati paesi candidati otterranno risultati migliori di alcuni Stati membri dell'UE nella creazione di banche genetiche. In Estonia esiste già una struttura di questo tipo e in Lettonia sarà presto disponibile. Entrambi i paesi stanno cercando di evitare i problemi legati alla creazione delle banche di geni riscontrati dai loro predecessori in questo campo, fra cui l'Islanda e il Regno Unito. Durante la conferenza si è discusso inoltre della questione della divulgazione scientifica nei media. Alcuni partecipanti si sono detti preoccupati del fatto che "spesso i quotidiani selezionano una tematica scientifica e su di essa elaborano dei titoli sensazionalistici [rendendo] difficile qualsiasi tentativo di riaffrontare l'argomento a fini informativi e senza far leva sulle emozioni". La Rhode ha sottolineato, inoltre, che un'opinione pubblica instabile potrebbe porre un freno alla legislazione. Nel complesso, il Capo unità ritiene che la conferenza abbia fornito un reale contributo al dibattito sull'etica, poiché ha aperto le porte ai paesi candidati, mantenendo un equilibrio fra Est e Ovest. Per quanto riguarda l'attività di follow up, la Commissione ha esortato i paesi candidati ad informare i propri scienziati circa le linee guida in materia di etica contenute nel 6PQ, suggerendo loro di invitare un rappresentante della Commissione o un esperto nazionale dell'UE in occasione di eventuali giornate informative da essi organizzate.

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