L'EURAB enfatizzerà l'importanza della ricerca presso la Convenzione europea
Secondo quanto dichiarato al Notiziario CORDIS da Helga Nowotny, presidente dell'EURAB (Comitato consultivo europeo della ricerca), l'organizzazione intende inviare un documento alla nuova Convenzione europea, volto ad illustrare l'importanza della ricerca. L'EURAB, istituita nel giugno del 2001 allo scopo di fornire consulenza alla Commissione europea sulla politica di ricerca, è formata da 45 membri, tra i quali figurano alcuni dei nomi più noti del mondo europeo della scienza e dell'industria. La professoressa Nowotny afferma che il gruppo desidera "formulare un forte messaggio sull'importanza della ricerca e dell'innovazione" da inviare alla Convenzione europea. "È ovvio che un gruppo impegnato a contribuire al futuro dell'Europa, al Trattato e alla convenzione di prossima stesura disponga di determinate conoscenze e sia sensibile all'importanza della ricerca e dell'innovazione", ha dichiarato la professoressa al Notiziario CORDIS. A differenza del proprio predecessore ESTA (Assemblea europea per la scienza e la tecnologia), l'EURAB rappresenta sia il mondo industriale che quello accademico. Ulteriore elemento di distinzione, la scelta dei membri non spetta più alla Commissione: venti di essi, infatti, sono stati nominati dalla Fondazione europea per la Scienza (ESF) e altrettanti dall'Unione delle confederazioni europee dell'industria e dei datori di lavoro (UNICE). La Commissione ha nominato cinque membri supplementari, al fine di garantire l'equilibrio geografico. Tale indipendenza rappresenta, per la professoressa Nowotny, un aspetto importante. "Il processo di reclutamento deve essere tale da mostrare una certa indipendenza dalla Commissione". L'EURAB offre una consulenza strategica a lungo termine sullo Spazio europeo della ricerca, nonché consulenze a breve termine. Il 28 maggio, giorno dell'intervista del Notiziario CORDIS alla professoressa Nowotny, si è svolta la sessione plenaria dell'EURAB, durante la quale i membri dell'organizzazione hanno esaminato i progressi compiuti da diversi gruppi di lavoro e hanno discusso questioni più specifiche, come l'ottava priorità tematica del sesto programma quadro (relativa all'anticipazione delle esigenze future), gli inviti a presentare manifestazioni d'interesse, il ruolo delle università e le modalità di miglioramento dell'innovazione. La professoressa Nowotny è convinta della perfetta logicità delle raccomandazioni dell'EURAB in materia di valutazione, relative, ad esempio, all'abolizione dell'anonimato delle proposte e alla modifica delle modalità di nomina dei valutatori. "Le proposte che abbiamo avanzato non presentano nulla di particolarmente nuovo o radicale. Direi che sono state dettate semplicemente dal buon senso basato sull'esperienza", ha affermato la Nowotny. Per quanto concerne l'ottava priorità, i membri dell'EURAB nutrono qualche preoccupazione circa le modalità di identificazione degli sviluppi emergenti. Essi, a tal proposito, auspicano la creazione di un sistema che, pur mantenendo la valutazione fra pari, "cerchi di introdurre, quanto più possibile, l'assunzione del rischio". Secondo la professoressa Nowotny, l'anonimato dovrebbe essere abolito, poiché rappresenta una "cortina di fumo" ed "è inefficace". Coloro che operano in questo campo sono in grado di riconoscere l'autore di una proposta dallo stile, le citazioni, la metodologia o semplicemente in base alla propria conoscenza dei soggetti attivi in un determinato settore, spiega il Presidente dell'EURAB. Le raccomandazioni relative alla nomina dei valutatori sono volte a risolvere "una situazione oggetto di pesanti critiche nell'ambito del sesto programma quadro: il reclutamento dei valutatori su base volontaria", ha affermato la Nowotny, aggiungendo: "Ciò è in contrasto con la cultura accademica e pertanto va evitato. Per diventare valutatore occorre ricevere una richiesta specifica". Il Presidente dell'EURAB suggerisce alla Commissione di chiedere alle organizzazioni di ricerca nazionali ed europee di suggerire i nominativi di potenziali valutatori, basandosi della loro conoscenza degli individui più esperti nel settore. La professoressa Nowotny considera molto positiva l'esperienza di collaborazione con la Commissione. "La Commissione appare sinceramente interessata al nostro parere e, fattore altrettanto importante, ci fornisce tutte le informazioni pertinenti. Naturalmente, so che vi saranno casi in cui il nostro parere non verrà accolto, o in cui si verificheranno divergenze d'opinione, ma così dev'essere per avviare un dibattito più ampio", ha aggiunto la Nowotny.