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Il ruolo del brevetto nel processo d'innovazione

"L'innovazione si ottiene solo quando essa raggiunge il mercato". Queste le parole pronunciate da Thomas Gering, responsabile della creazione di spin-off a partire dai risultati prodotti dalla sezione brevetti dell'istituto Fraunhofer Gesellschaft, alle cerimonie di consegna d...

"L'innovazione si ottiene solo quando essa raggiunge il mercato". Queste le parole pronunciate da Thomas Gering, responsabile della creazione di spin-off a partire dai risultati prodotti dalla sezione brevetti dell'istituto Fraunhofer Gesellschaft, alle cerimonie di consegna dei premi Descartes e Archimede tenutesi il 5 dicembre a Monaco di Baviera. Il dott. Gering ha partecipato, insieme ad alcuni rappresentanti dell'Ufficio europeo dei brevetti (UEB), del mondo accademico, dell'Istituto Max-Planck e dell'OCSE, ad un gruppo di discussione su come garantire la traduzione pratica dei risultati di ricerca in prodotti commercializzabili. Come ha spiegato il dott. Gering, per immettere una scoperta innovativa sul mercato attualmente occorrono sei anni, calcolati a partire dal momento in cui il risultato viene prodotto. Nel corso degli ultimi dieci anni, ha precisato, questo lasso di tempo è stato ridotto, ma solo di un anno. Secondo il dott. Gering, per risolvere tale problema occorre rafforzare il sostegno alla ricerca attraverso una gestione all'avanguardia sia a livello di enti pubblici, che privati. Quest'osservazione è stata ribadita da Jan Balzarini dell'Università di Lovanio, uno dei due vincitori dell'edizione 2001 del Premio Descartes, grazie ad un progetto relativo allo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento dell'HIV. "I ricercatori dovrebbero poter accedere ad un dipartimento per la proprietà intellettuale in grado di aiutarli a decidere se è opportuno inoltrare richiesta di brevetto per una determinata invenzione, nonché di assisterli nella presentazione della domanda di brevetto e nella ricerca di partner", ha affermato il professor Balzarini, facendo notare che "l'Università di Lovanio possiede un ottimo dipartimento adibito a tale funzione". Come ha spiegato il professor Balzarini, lanciare un nuovo farmaco sul mercato è estremamente costoso: occorrono fra i 100 e i 200 milioni di euro per singolo medicinale. Un'unità accademica non è in grado, da sola, di sostenere costi simili e pertanto è costretta a trovare un partner nell'industria. Dal canto suo, l'industria è restia ad investire in un prodotto che non è protetto da brevetto. I rapporti fra industria e università non sono sempre facili, ricorda il professor Balzarini. Se da un lato i ricercatori sono costretti a pubblicare, dall'altro, l'industria preferisce tenere ben nascosti i risultati della ricerca finché il prodotto non si sarà consolidato sul mercato. Gli appelli per la definizione di un brevetto comunitario sono stati lanciati da Pantelis Kyriakides, vicepresidente dell'UEB, e da Joseph Straus, responsabile per la proprietà intellettuale, la concorrenza e il diritto fiscale presso l'Istituto Max Planck. Il professor Straus ha posto l'accento su un paradosso: nell'UE esiste un mercato unico, eppure presto sarà necessario inoltrare 23 diverse richieste di brevetto per coprire tutto il territorio europeo. "Si tratta non solo di un provvedimento realistico, ma di una condizione essenziale, altrimenti vi è il rischio che i progetti ai quali oggi assegniamo i premi, in futuro vengano sviluppati altrove all'interno dell'economia globale", ha affermato il professor Straus. Anche il dott. Gering ha riconosciuto la crescente importanza di un brevetto comunitario in un'Europa allargata. "Quanto più numerosi saranno i paesi, tanto più elevata sarà la quantità di sistemi giuridici coinvolti e tanto più complesso sarà portare a termine i progetti d'innovazione individuali. Senza una protezione mediante brevetto non saremo in grado di attrarre investimenti".

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