Secondo il presidente Prodi, gli investimenti nella R&S sono essenziali per raggiungere gli obiettivi di Lisbona
Il presidente della Commissione Romano Prodi ha esortato gli Stati membri a non ridurre la spesa per la ricerca e l'innovazione durante l'attuale congiuntura economica incerta. Presentando la Relazione di primavera al Parlamento europeo di Strasburgo il 14 gennaio, e rispondendo alla presentazione delle priorità per la Presidenza greca, da parte del primo ministro Costas Simitis, Prodi ha sottolineato l'importanza degli investimenti nella ricerca e nell'innovazione. La Relazione di primavera valuta i progressi compiuti verso il raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona, ovvero trasformare l'Europa nell'economica basata sulla conoscenza più competitiva al mondo entro il 2010. "In periodi di transizione e di difficoltà non è facile resistere alla tentazione di tagliare o rimandare questo tipo di investimenti per far fronte a problemi che sembrano più urgenti. Si tratta di un errore che dobbiamo evitare. La conoscenza e l'innovazione [...] sono i presupposti della crescita, della competitività, dell'occupazione e di un ambiente più vivibile", ha dichiarato Prodi. Il Presidente ha proseguito, affermando: "Per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo stimolare la ricerca sui prodotti all'avanguardia a livello mondiale e sulle tecnologie pulite e dobbiamo aiutare le imprese a trasformare le conoscenze in opportunità economiche". Commentando la presentazione, l'europarlamentare britannica Jean Lambert ha lamentato anch'essa la mancanza di investimenti nella ricerca in Europa, mettendo in guardia, tuttavia, contro il rischio di un'eccessiva enfasi sulle biotecnologie. Prodi ha annunciato il prossimo lancio di un piano d'azione per la ricerca e sviluppo (R&S), e ha esortato gli Stati membri a coordinare gli sforzi volti a fissare degli obiettivi nazionali in materia di istruzione, ricerca, innovazione e imprese. Il Presidente ha sottolineato che, in ultima istanza, spetta agli Stati membri far avanzare il processo di Lisbona: "La Commissione farà in pieno la sua parte. In definitiva, però, tocca agli Stati membri dar prova del coraggio e della determinazione necessari per portare avanti il processo". "Per avere buone garanzie di successo, dobbiamo dimostrare sin da subito una volontà politica più forte", ha dichiarato il Presidente della Commissione, criticando il fatto che alcuni Stati membri non hanno ancora attuato molte delle riforme politiche nazionali necessarie al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona. Come evidenziato da Prodi, Stati Uniti e Giappone dispongono di un numero di ricercatori superiore a quello dell'UE, e le società europee che investono nella ricerca spesso svolgono tali attività al di fuori dell'Unione. Le grandi imprese europee, infatti, conducono il 40 per cento delle attività di ricerca nei paesi terzi. L'eurodeputato tedesco Hans-Gert Pöttering ha posto l'accento, inoltre, sul problema della fuga di cervelli, a causa del quale un numero significativo di scienziati europei lavora al di fuori dell'UE. "Per trattenere gli scienziati qualificati in Europa dobbiamo operare una riforma del nostro sistema fiscale, affinché gli investimenti e i risultati si rivelino remunerativi", ha affermato l'europarlamentare tedesco.