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Secondo Busquin, il 6PQ e il SER garantiscono una migliore cooperazione fra gli Stati membri per la gestione dei rifiuti nucleari

Il 4 febbraio, in occasione di una visita insieme al commissario per l'Energia e i Trasporti Loyola de Palacio, all'Infrastruttura europea di ricerca sotterranea per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi in ambiente argilloso (EURIDICE) di Mol (Belgio), il commissario europeo ...

Il 4 febbraio, in occasione di una visita insieme al commissario per l'Energia e i Trasporti Loyola de Palacio, all'Infrastruttura europea di ricerca sotterranea per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi in ambiente argilloso (EURIDICE) di Mol (Belgio), il commissario europeo per la Ricerca Philippe Busquin ha affermato che il sesto programma quadro (6PQ) e lo Spazio europeo della ricerca (SER) sono strumenti essenziali per aiutare i responsabili dei vari programmi nazionali di ricerca a migliorare il coordinamento della gestione dei rifiuti nucleari. L'energia nucleare è un'importante fonte energetica in Europa, poiché soddisfa il 35 per cento del fabbisogno di elettricità. Tuttavia, produce delle scorie. Fino ad oggi, l'UE ha smaltito circa due milioni di metri cubi di rifiuti radioattivi. La maggior parte dei paesi europei è preoccupata per la gestione delle scorie altamente radioattive, le quali pongono un reale problema, poiché pur costituendo solo il cinque per cento dei rifiuti nucleari in termini di volume, rappresentano il 96 per cento della radioattività. Allo stato attuale, i combustibili nucleari irradiati e i rifiuti radioattivi vengono stoccati in strutture adiacenti alle centrali elettriche, tuttavia si sta valutando la possibilità di creare delle unità di stoccaggio sotterranee come alternativa agli attuali sistemi di smaltimento dei rifiuti altamente radioattivi. Secondo Busquin, "tutti gli esperti sono concordi nell'affermare che il modo più sicuro per smaltire i rifiuti nucleari altamente radioattivi sia quello di creare degli impianti di stoccaggio geologico [...] opzione che tiene conto di considerazioni etiche e ambientali per le generazioni future". I programmi nazionali dedicano particolare attenzione alla sicurezza a lungo termine, nonché al potenziale offerto dai siti di stoccaggio sotterranei. Finlandia e Svezia sono stati i primi paesi, in Europa, ad inserire nelle proprie legislazioni dei piani per la costruzione di depositi sotterranei atti a contenere rifiuti nucleari. "Mentre Francia e Belgio si stanno attualmente avvalendo delle ricerche condotte nei laboratori sotterranei, altri paesi come Regno Unito e Germania continuano a rinnovare la loro strategia geologica iniziale, cercando di rispondere alle preoccupazioni dell'opinione pubblica in merito alla gestione delle scorie nucleari", ha spiegato Busquin. Secondo entrambi i Commissari è necessario che gli Stati membri compiano progressi al fine di mettere a punto dei sistemi di gestione efficaci. "A prescindere dalle scelte di politica energetica compiute dagli Stati membri, l'UE deve adottare un'azione coerente in questo settore, soprattutto in vista dell'imminente allargamento. Le lacune della legislazione comunitaria in materia di sicurezza nucleare devono essere colmate", ha affermato la de Palacio. Sebbene la recente adozione, da parte della Commissione, di due proposte di direttiva per una strategia comunitaria in materia di sicurezza delle centrali elettriche nucleari e smaltimento dei rifiuti radioattivi, abbia fornito agli Stati membri un quadro normativo ed uno scadenziario, la de Palacio ha insistito sul fatto che la ricerca non deve essere trascurata. "Sono stati realizzati molti progressi verso l'identificazione di siti appropriati e lo sviluppo delle necessarie tecnologie di smaltimento per la gestione sotterranea dei rifiuti", ha concordato Busquin. "Ma dobbiamo compiere ancora uno sforzo decisivo nel settore della ricerca: s'impone una maggiore cooperazione fra gli Stati membri e nei confronti dell'industria". Come ha ricordato Busquin, negli ultimi 25 anni la Commissione europea ha compiuto sforzi concertati per sostenere i programmi nazionali di ricerca nucleare e contribuire al coordinamento delle misure adottate dalle società attive nel campo della gestione dei rifiuti e dai settori della ricerca e dell'industria. Il Commissario ha posto l'accento sul lavoro condotto dalla Comunità europea dell'energia atomica (EURATOM) nel settore della ricerca nucleare e della formazione. Quest'organizzazione continua a finanziare azioni dirette e indirette in tale settore, nell'ambito del sesto programma quadro. Un bilancio complessivo di 1.230 milioni di euro è stato stanziato per i progetti EURATOM e, in particolare, 90 milioni di euro sono stati assegnati alla ricerca nel campo dello smaltimento geologico e dell'incenerimento dei rifiuti nucleari. Sebbene tale somma sia un buon inizio, la de Palacio ha sottolineato che la spesa dell'UE dedicata alla ricerca in materia di gestione dei rifiuti nucleari dovrebbe essere almeno 30 volte superiore. Tuttavia, secondo Busquin, visti gli attuali finanziamenti messi a disposizione nell'ambito del 6PQ e la creazione dello Spazio europeo della ricerca (SER), è possibile mobilitare le capacità necessarie per condurre una ricerca di elevata qualità nel settore della gestione dei rifiuti in tutta Europa. "L'eccellenza nazionale dev'essere convertita da tutti i partecipanti e uniformata attraverso il SER". Busquin ha concluso affermando che il 6PQ e il SER hanno già dimostrato la loro valenza attraverso l'istituzione, nel novembre 2002, di Net.Excel una rete composta da importanti organizzazioni di gestione dei rifiuti nucleari provenienti da sette Stati membri e dalla Svizzera, che lavorano insieme alla ricerca e all'assunzione di decisioni nel campo della gestione delle scorie radioattive. "Si tratta di una tappa fondamentale nella definizione di un migliore sistema di smaltimento del combustibile nucleare".

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