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Una relazione della Commissione evidenzia uno "sviluppo senza precedenti" nell'attività comunitaria di R&S

Nella relazione annuale 2002 sulla situazione della ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nel 2001, la Commissione afferma che, nell'anno preso in esame, la politica di ricerca comunitaria ha registrato uno "sviluppo senza precedenti". Pubblicata il 20 marzo, la relazione ria...

Nella relazione annuale 2002 sulla situazione della ricerca e sviluppo tecnologico (RST) nel 2001, la Commissione afferma che, nell'anno preso in esame, la politica di ricerca comunitaria ha registrato uno "sviluppo senza precedenti". Pubblicata il 20 marzo, la relazione riassume i principali avvenimenti che hanno caratterizzato il calendario della politica di ricerca nel 2001. Il documento cita, innanzitutto, i principali traguardi raggiunti nella realizzazione dello Spazio europeo della ricerca (SER), fra cui la pubblicazione dei primi risultati del benchmarking delle politiche nazionali di RST; la cartografia dell'eccellenza scientifica in Europa; l'adozione di una strategia per la mobilità dei ricercatori; il quadro europeo di valutazione dell'innovazione; il piano d'azione "Scienza e società" e le comunicazioni sulla dimensione internazionale e regionale del SER. Il 2001 è stato dedicato, in gran parte, ai preparativi per l'attuazione del sesto programma quadro (6PQ). A tal proposito, la relazione ricorda il lavoro organizzativo svolto in ambiti quali i programmi specifici, le regole di partecipazione e la definizione degli strumenti per il 6PQ. La relazione pone l'accento sui continui successi del quinto programma quadro (5PQ): nel terzo anno di attività sono stati conclusi quasi 5.000 contratti, per un totale di oltre 23.000 partecipanti. L'UE ha sostenuto tali progetti con un contributo finanziario di circa 3,7 milioni di euro. Per quanto riguarda il tipo di attività intraprese dai partecipanti, la relazione evidenzia una continua preferenza per le azioni in compartecipazione, le quali hanno rappresentato oltre l'82 per cento del bilancio stanziato. Tuttavia, nel 2001 il contributo finanziario medio per ogni contratto in compartecipazione, pari a 1,17 milioni di euro, ha subito una leggera flessione rispetto al 2000. Inoltre, il numero medio di partecipanti per progetto è sceso da 6,5 nel 2000 a 6,26 nel 2001. La relazione rileva altresì un declino nel contributo finanziario medio per partecipante. Tuttavia, si è registrato un notevole miglioramento nel tasso di proposte di progetto accolte: dal 28 per cento del 2000, al 48 per cento del 2001. Quanto al livello di partecipazione, la percentuale di ricercatori provenienti dagli Stati membri è rimasta pressoché invariata all'86 per cento. Anche la partecipazione degli Stati associati si è mantenuta stabile, superando di poco il 10 per cento, mentre la presenza di ricercatori dei paesi candidati ha registrato un aumento nel 2001. La relazione dedica particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI) e al loro coinvolgimento nella ricerca. Nel 2001, oltre 4.600 PMI hanno firmato un contratto. Inoltre, queste aziende hanno costituito più del 23 per cento dei partecipanti ai quattro programmi tematici e hanno ricevuto oltre il 15 per cento dei finanziamenti totali dedicati a tali programmi. Un altro importante elemento sul quale il documento si sofferma riguarda la posizione delle donne nelle attività di ricerca comunitarie. A tal proposito, nella relazione si citano due iniziative della Commissione: l'attuazione di un sistema di sorveglianza della parità uomo-donna e l'obiettivo di elevare al 40 per cento la presenza femminile a tutti i livelli. Nel 2001, le donne rappresentavano il 30 per cento dei membri dei gruppi di follow-up per i programmi. Fra gli altri importanti avvenimenti del 2001, figura il lancio della rete europea per la comunicazione scientifica GEANT, che collega 32 reti nazionali di ricerca e formazione, nonché il rafforzamento della cooperazione internazionale, come dimostrato dalla firma degli accordi con Malta, l'Ucraina, la Russia e l'India.

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