Le cellule ematiche geneticamente modificate si rivelano un efficace strumento nella lotta contro il cancro
Alcuni ricercatori del Regno Unito hanno scoperto una potente arma contro il cancro all'intestino, basata sull'impiego di cellule ematiche geneticamente modificate per identificare e attaccare la malattia. Gli scienziati dell'istituto "Cancer Research UK" hanno isolato e rimosso un particolare tipo di leucocita, il linfocita T (o cellula T), da 10 pazienti affetti da cancro intestinale allo stadio avanzato. All'interno del sistema immunitario, i linfociti T hanno il compito di individuare e attaccare le cellule estranee, ma poiché le cellule cancerose sono una versione "canaglia" di quelle normalmente presenti nell'organismo, spesso i linfociti T hanno difficoltà ad individuarle. Nel tentativo di risolvere questo problema, le cellule T sono state modificate con un gene artificiale contenente un elemento autoguidante che migliora il riconoscimento delle cellule cancerose, ed un attivatore che consente di puntare alle cellule e distruggerle. In seguito, i ricercatori hanno sperimentato in laboratorio il sangue così manipolato sulle cellule cancerose dell'intestino, e hanno osservato che tutti e 10 i campioni mostravano un'efficace attività anticancro. Il prof. Robert Hawkins del dipartimento di medicina oncologica del Cancer Research UK ha spiegato: "Nella maggior parte delle situazioni il sistema immunitario si rivela molto efficace, ma in presenza di cellule cancerose può confondersi e aver bisogno di un aiuto. Ciò che abbiamo cercato di fare in questo nuovo studio è dotare le cellule del nostro sistema immunitario degli strumenti necessari per riconoscere, puntare e distruggere le cellule tumorali, consentendoci così di sfruttare la forza del sistema di difesa per affrontare la malattia". L'anno prossimo i ricercatori intendono condurre la sperimentazione clinica di questa tecnica sull'uomo, prelevando i linfociti T da 30 pazienti affetti da cancro intestinale allo stadio avanzato e sostituendoli in seguito alla manipolazione genetica. "In laboratorio questa tecnica ha funzionato nel 100 per cento dei casi, ma il vero banco di prova sarà la sperimentazione nell'organismo dei pazienti affetti da cancro all'intestino", spiega il prof. Hawkins. Si calcola questa terribile malattia colpisca ogni anno circa 300.000 persone in Europa e negli USA. L'annuncio di tale recente scoperta è giunto proprio all'inizio di aprile, mese della sensibilizzazione sul cancro all'intestino, durante il quale si intende sottolineare la necessità di intensificare la ricerca sul trattamento di questo tipo di carcinoma che, nel Regno Unito rappresenta la seconda causa di morte per tumore. Come ha ricordato il prof. Robert Souhami, direttore della ricerca clinica presso l'istituto Cancer Research UK: "La strada per lo sviluppo di questa nuova tecnica è ancora lunga, ma sembra offrire buone speranze per il trattamento dei casi in cui la medicina tradizionale non può più intervenire".
Paesi
Regno Unito