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Gli esperti nazionali della DG Ricerca: una "finestra" sui paesi candidati

Come ha dimostrato il referendum svoltosi in Ungheria il 12 aprile, i cittadini di questo paese sono entusiasti dell'integrazione nell'UE. Tale atteggiamento è confermato dalle statistiche relative al numero di dipendenti che rappresentano i paesi candidati in seno alla DG Ric...

Come ha dimostrato il referendum svoltosi in Ungheria il 12 aprile, i cittadini di questo paese sono entusiasti dell'integrazione nell'UE. Tale atteggiamento è confermato dalle statistiche relative al numero di dipendenti che rappresentano i paesi candidati in seno alla DG Ricerca della Commissione europea. Questa Direzione generale, la prima ad assumere personale proveniente da tali nazioni, attualmente conta 13 esperti nazionali di questi paesi, cinque dei quali ungheresi. Erika Szendrak è fra questi. Approdata alla Commissione nel 2000, fra i primi tirocinanti provenienti dai paesi terzi, la dott.ssa Szendrak è tornata a Bruxelles nel 2002 come esperto nazionale distaccato. Attualmente segue le politiche nazionali di ricerca dei paesi candidati e collabora all'esercizio di benchmarking della DG Ricerca condotto dall'Unità "Coordinamento delle politiche". Poiché oggi i paesi candidati possono partecipare al sesto programma quadro su un piano di parità con gli Stati membri dell'UE, l'allargamento è già realtà nel settore della ricerca. Come ha dichiarato la dott.ssa Szendrak in un'intervista concessa al Notiziario CORDIS, il suo arrivo a Bruxelles è stato reso possibile "in parte dalla mobilità internazionale e in parte dagli aspetti connessi all'allargamento, nonché da una serie di competenze acquisite durante il periodo di dottorato che non avrei mai pensato di utilizzare ad un livello così alto". Dopo aver studiato orticoltura e biotecnologie in Ungheria, la dott.ssa Szendrak ha trascorso circa quattro anni negli Stati Uniti, insegnando e lavorando ad un dottorato di ricerca. Dopo aver completato gli studi postdottorali è tornata nel suo paese. Al suo rientro, avvenuto nel 1998 in concomitanza con l'ingresso dell'Ungheria nel quinto programma quadro (5PQ) - al quale ha fatto seguito una grande richiesta di informazioni sulle modalità di partecipazione - la dott.ssa Szendrak ha accettato un incarico presso la Fondazione ungherese per la scienza e la tecnologia, come assistente ai ricercatori ungheresi intenzionati a partecipare al programma quadro. A quest'incarico è seguito un tirocinio di cinque mesi presso l'Unità "Tutela dell'ecosistema: coordinamento degli aspetti orizzontali" della DG Ricerca, opportunità che alcuni suoi ex colleghi avevano definito "vantaggiosa per entrambe le parti". Da un lato, infatti, la dott.ssa Szendrak ha avuto la possibilità di arricchire le proprie nozioni sul 5PQ, mentre, dall'altro, la Commissione ha potuto beneficiare della sua conoscenza in merito all'attività di ricerca nei paesi candidati. L'opportunità di lavorare come esperto distaccato è arrivata nel 2002, e la dott.ssa Szendrak ritiene di essere stata selezionata grazie alla sua conoscenza dei paesi candidati e alla sua esperienza di lavoro con i ricercatori di tali paesi e le loro organizzazioni di sostegno. Ancora una volta, quest'incarico ha fornito vantaggi reciproci. La dott.ssa Szendrak definisce il proprio ruolo come una sorta di "finestra" per la Commissione e i paesi candidati, attraverso la quale è possibile acquisire informazioni relative e provenienti da entrambe le parti. L'esperta ungherese, infatti, è in grado di fornire indicazioni alla Commissione sulle modalità di collegamento in rete dei ricercatori nei paesi candidati e sulla cultura di ricerca nazionale, nonché indicare ai suoi colleghi dove reperire informazioni supplementari. I paesi candidati, dal canto loro, possono beneficiare delle conoscenze della dott.ssa Szendrak per comprendere come gestire le questioni comunitarie, avvalendosi della sua guida in merito alle procedure burocratiche "talvolta molto complesse, talvolta meno". In questo modo la dott.ssa Szendrak è in grado di indirizzare coloro che le rivolgono dei quesiti nella giusta direzione. Georges Papageorgiou, capo dell'Unità "Personale" della DG Ricerca, ha dichiarato al Notiziario CORDIS che sebbene la Commissione non preveda l'assunzione su vasta scala di personale dei paesi candidati prima dell'allargamento, in attesa dell'ingresso i cittadini di questi paesi avranno comunque l'opportunità di assumere incarichi ausiliari. Poiché l'ampliamento è già avvenuto, di fatto, nell'ambito dei programmi della DG Ricerca, molto probabilmente quest'ultima coglierà tale opportunità. Ma i cittadini dei paesi candidati, potenzialmente idonei a ricoprire tali funzioni, sono a conoscenza delle opportunità offerte loro a Bruxelles? "Le informazioni e le opportunità sono molte qui, ma se non si sa dove cercare e a chi rivolgersi, si rischia di perderle. Solitamente siamo abituati a ricevere informazioni senza richiederle. In questo caso non è così: occorre cercarle, studiare e preparare domande ben formulate. Solo in questo modo si otterranno delle risposte", ha affermato la dott.ssa Szendrak. Per tale ragione, nei paesi candidati sono in atto ampie campagne d'informazione, coordinate congiuntamente dalle autorità nazionali e dalla Commissione. Interrogata sulla sensazione derivante dall'essere uno dei primi cittadini di un paese candidato ad aver ottenuto un incarico all'interno della Commissione, la dott.ssa Szendrak ha espresso il suo orgoglio e senso di responsabilità: "Sono ovviamente molto orgogliosa [...] e grata di aver ricevuto questa possibilità. Ma avverto anche una grande responsabilità. [...] In un certo senso credo di rappresentare il mio paese. E penso che tutti coloro che lavorano qui e provengono da un paese candidato siano perfettamente consapevoli del fatto che gli altri non ci considerano semplicemente come persone, ma pensano subito 'viene da questo o da quel paese'". La dott.ssa Szendrak definisce il suo attuale incarico una "sfida", che oltre ad appassionarla, le fornisce numerosi vantaggi "sia professionali che a livello umano e personale". Per quale motivo l'Ungheria è così ben rappresentata in seno alla Commissione? "Gli ungheresi sono da sempre molto internazionali, aperti al mondo e inclini alla formazione di reti. A ciò si aggiungono probabilmente delle ragioni storiche e geografiche, poiché siamo nel cuore dell'Europa", ha ipotizzato la dott.ssa Szendrak.

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