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Secondo gli scienziati, l'agricoltura sostenibile deve avere una dimensione etica

Durante una conferenza di autorevoli esperti in scienze agrarie, è stata ribadita l'esigenza di introdurre nel dibattito una dimensione etica, affinché i vari gruppi d'interesse all'interno della società perseguano obiettivi di sostenibilità comuni, in particolare nel settore ...

Durante una conferenza di autorevoli esperti in scienze agrarie, è stata ribadita l'esigenza di introdurre nel dibattito una dimensione etica, affinché i vari gruppi d'interesse all'interno della società perseguano obiettivi di sostenibilità comuni, in particolare nel settore agricolo. I 400 esperti si sono riuniti in occasione di un congresso della Nordic Association of Agricultural Scientists, tenutosi il 3 luglio a Turku (Finlandia). Nel corso della riunione, i partecipanti hanno sottolineato l'importanza del ruolo che la ricerca deve svolgere nella definizione di politiche ambientali ed economiche sostenibili per il settore agricolo. Il prof. Johan Bouma dell'Università di Wageningen (Paesi Bassi) ha affermato che l'agricoltura moderna deve tener conto delle preoccupazioni dei cittadini e che è necessario un maggior coinvolgimento degli scienziati nei processi decisionali sulle questioni ambientali. Il prof. Erik Jensen dell'Università reale di Veterinaria e Agraria di Copenaghen (Danimarca) ha ampliato questo concetto, affermando che lo sviluppo sostenibile non deve essere considerato semplicemente uno strumento per affrontare i problemi esistenti e risolverne le conseguenze. "Se si vuole che tutti i gruppi d'interesse all'interno della società lavorino al raggiungimento degli stessi obiettivi, occorre conferire una dimensione etica alla sostenibilità. È necessario avviare un dibattito su una serie comune di valori ed acquisire maggiori informazioni sull'ambiente, di cui siamo tutti responsabili", ha affermato il prof. Jensen. Egli ha citato l'esempio dell'agricoltura biologica, chiedendosi perché la gente, essendo consapevole dei rischi associati alla produzione di massa, non dovrebbe essere disposta a spendere di più per gli alimenti prodotti biologicamente. Il prof. Jensen ha aggiunto che l'agricoltura biologica deve essere considerata un valido modello produttivo, capace di orientare l'agricoltura tradizionale verso una direzione migliore. Occorre sostenere la ricerca e sviluppo (R&S) nei settori del riciclaggio e della produzione locale ed essere cauti nell'adottare nuove tecnologie di cui non si conoscono ancora gli effetti sull'ambiente, ha concluso il prof. Jensen. Durante il congresso si è sostenuto altresì che la ricerca non deve puntare sulle problematiche e sugli impatti della sola produzione agricola, bensì dell'intero sistema socioeconomico, comprese le politiche agricole. Il prof. Pekka Huhtanen dell'istituto MTT Agrifood Research in Finlandia ha ripreso questo tema, citando l'esempio dei sussidi per il prezzo del latte. Egli ha dichiarato che tali sussidi sono un tipico esempio di strumento economico che ha sviato la produzione dal principio di sostenibilità. Ciò ha dato luogo, in Finlandia, ad una sovrapproduzione e ha spinto l'allevamento del bestiame da latte in una direzione eticamente discutibile.

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Finlandia

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