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Un relatore del PE sollecita la rapida attuazione del piano d'azione della Commissione sugli investimenti nella ricerca

Un documento di lavoro parlamentare, recentemente pubblicato, ha sollecitato la rapida attuazione delle proposte avanzate nel piano d'azione della Commissione sugli investimenti per la ricerca in Europa. Il proposto piano d'azione definisce una serie di modalità per consentir...

Un documento di lavoro parlamentare, recentemente pubblicato, ha sollecitato la rapida attuazione delle proposte avanzate nel piano d'azione della Commissione sugli investimenti per la ricerca in Europa. Il proposto piano d'azione definisce una serie di modalità per consentire all'UE di elevare la spesa per la ricerca al tre per cento del prodotto interno lordo (PIL), con l'intesa che un terzo dell'investimento sia rappresentato da fondi pubblici ed i due terzi provengano dal settore privato. Fra gli interventi suggeriti figurano la cooperazione; il rafforzamento del sostegno pubblico alla ricerca ed all'innovazione; il riorientamento della spesa pubblica verso la ricerca e l'innovazione; ed, infine, il miglioramento delle condizioni quadro per gli investimenti privati nella ricerca. Il documento parlamentare, stilato dal relatore Rolf Linkohr, è in linea con l'orientamento generale del piano d'azione, che descrive come "un pilastro fondamentale per la costruzione dell'edificio in cui si sostanzia la società europea basata sulla conoscenza". In particolare, il documento sostiene l'invito ad effettuare maggiori investimenti nella ricerca e sviluppo, ribadendo che, al fine di consentire all'UE di colmare rapidamente il divario, la spesa per la ricerca deve incrementarsi annualmente dell'otto per cento, con un conseguente aumento del sei per cento dei fondi pubblici e del nove per cento dei finanziamenti privati. "Se l'Europa dovesse decidere di incrementare la spesa per la ricerca nella misura indicata nel piano d'azione, la sua crescita economica aumenterebbe dello 0,5 per cento. A partire dal 2010, si potrebbero creare ogni anno 400.000 nuovi posti di lavoro", enuncia il documento. Nonostante la questione non sia citata nel piano d'azione, il documento ritiene che sia altresì necessario rivedere il bilancio stanziato per i programmi quadro, ritenendo che "la ferma volontà dell'UE di dare un effettivo seguito alle proprie raccomandazioni si potrà valutare con la definizione del prossimo PQ". "Benché la Commissione non si pronunci in merito alla dotazione finanziaria del Settimo programma quadro di ricerca, ritenendolo forse prematuro, il Parlamento dovrebbe definirne tuttavia l'ammontare", recita il documento, aggiungendo che è compito del Parlamento chiedere che la quota del bilancio comunitario destinata alla ricerca passi al sette per cento, al fine di potenziare conseguentemente il prossimo programma quadro. Fra le altre misure suggerite dal documento figurano le proposte per la costituzione di un Consiglio europeo delle ricerche che si interessi, fra l'altro, della ricerca di base: "Il consiglio potrebbe completare a livello accademico il programma quadro, che è maggiormente orientato verso la ricerca industriale ed applicata". Il relatore, di propria iniziativa, propone altresì di riprendere l'idea di istituire una fondazione di ricerca europea, che potrebbe raccogliere i finanziamenti privati a livello europeo. Il documento di lavoro conclude che, al fine di consentire l'adozione di misure concrete a livello europeo e nazionale, nel più breve tempo possibile, occorre istituire una più ampia piattaforma di discussione, cui deve far seguito la stesura da parte della Commissione di un Libro verde basato sulle proposte del piano d'azione. Il documento di lavoro, che è stato oggetto di dibattito dinnanzi alla commissione per l'industria, il commercio esterno, la ricerca e l'energia (ITRE) del Parlamento europeo, sarà adottato in occasione della sessione plenaria del Parlamento prevista per dicembre.

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