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L'Alta Austria si appellerà contro il rifiuto della Commissione di introdurre un divieto sugli OGM

Il Parlamento regionale dell'Alta Austria ha annunciato, il 4 novembre, che si appellerà contro la decisione della Commissione europea di non consentire alla regione di dichiararsi zona priva di organismi geneticamente modificati (OGM). La Commissione ha respinto, il 2 settem...

Il Parlamento regionale dell'Alta Austria ha annunciato, il 4 novembre, che si appellerà contro la decisione della Commissione europea di non consentire alla regione di dichiararsi zona priva di organismi geneticamente modificati (OGM). La Commissione ha respinto, il 2 settembre, la richiesta avanzata dall'Alta Austria, a seguito di consultazioni con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Le ragioni della decisione sono state dettate, in primo luogo, dall'assenza di nuove prove scientifiche a sostegno del divieto e, in secondo luogo, dalla mancata dimostrazione da parte dell'Alta Austria dell'esistenza di un problema specifico per la regione tale da giustificare un simile approccio. Il Parlamento regionale, tuttavia, respinge entrambe le conclusioni. Nel suo ricorso al Tribunale di primo grado, l'istituzione cita i risultati, recentemente pubblicati, delle sperimentazioni in campo aperto del Regno Unito, secondo i quali alcune varietà di colture geneticamente modificate potrebbero minacciare la biodiversità naturale. Inoltre, il parlamento sostiene che la dimensione ridotta della produzione agricola nell'Alta Austria, unita alla percentuale eccezionalmente elevata di agricoltori biologici, rappresenta un problema specifico per la regione. Divergenze giuridiche a parte, esiste un altro motivo per cui l'Alta Austria intende protrarre la disputa con la Commissione, come chiarito da Josef Stockinger, assessore regionale per l'Agricoltura: "La denuncia rievoca in un certo senso la sfida fra David e Golia, ed è in parte mirata ad aumentare il livello di attenzione sul dibattito". La percentuale di interesse per l'argomento è perfino aumentata quando, proprio il 4 novembre, dieci regioni europee si sono proclamate membri della "rete delle regioni prive di OGM". Sotto il coordinamento dell'Alta Austria e della Toscana, un documento asserente il diritto delle regioni di proibire gli OGM all'interno dei propri territori è stato sottoscritto dagli assessori dell'Agricoltura di altre otto regioni: Aquitania, Paesi Baschi, Limousin, Marche, Salisburgo, Schleswig-Holstein, Tracia-Rodopi e Galles. Tito Barbini, assessore per l'Agricoltura della Regione Toscana, ha chiarito perché è necessaria una rete di regioni: "È importante per tutti noi lavorare congiuntamente, insieme ai movimenti politici di base, al fine di consolidare la nostra posizione in questo dibattito. Confidiamo nel contributo di altre regioni e, in definitiva, desideriamo attrarre [nella rete] la partecipazione di un numero maggiore di regioni". Barbini ha espresso altresì il timore che i responsabili politici non abbiano affrontato adeguatamente il tema delle regioni prive di OGM in Europa. "Chiediamo che tali questioni siano analizzate nelle più alte sfere politiche, e non soltanto dai 'comitati di gestione'". La Commissione, tuttavia, ha respinto qualunque possibilità di imporre divieti regionali sugli OGM. Un portavoce del commissario per l'Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca Franz Fischler ha chiarito che, in assenza di prove che dimostrino la dannosità di tutti gli OGM per l'uomo e per l'ambiente, un divieto generale violerebbe uno dei principi fondamentali dell'Unione europea. "L'UE deve concedere agli agricoltori la libertà di scegliere. Se tutti i coltivatori di una regione decidessero di non volere gli OGM, non vi sarebbe alcun problema, ma non possiamo fermare quanti desiderano coltivare prodotti transgenici, se sono considerati completamente sicuri", ha dichiarato il portavoce."Non dobbiamo, in questo caso, cedere al populismo. Ci sono misure più adeguate da adottare per proteggere gli interessi degli agricoltori biologici, quali le zone "cuscinetto" o, forse, i divieti ristretti su particolari tipi di OGM". Un portavoce del commissario per la Ricerca Philippe Busquin ha aggiunto: "Non dobbiamo ostacolare la ricerca sulle biotecnologie in Europa. Gli OGM non sono di per sé negativi: da un punto di vista scientifico non comportano alcun rischio per la salute umana, e stiamo effettuando ulteriori ricerche per valutare il loro effetto sulla biodiversità".