Skip to main content
Vai all'homepage della Commissione europea (si apre in una nuova finestra)
italiano italiano
CORDIS - Risultati della ricerca dell’UE
CORDIS

Article Category

Contenuto archiviato il 2023-01-20

Article available in the following languages:

Per le nuove sfide occorrono nuovi strumenti, dichiara Busquin al seminario agroalimentare

La necessità di approcci innovativi per rispondere alle sfide presenti e future della politica agricola e della ricerca è stata ribadita dal Commissario per la ricerca dell'UE Philippe Busquin nel corso di un seminario organizzato dalla Commissione europea il 2 febbraio. Al s...

La necessità di approcci innovativi per rispondere alle sfide presenti e future della politica agricola e della ricerca è stata ribadita dal Commissario per la ricerca dell'UE Philippe Busquin nel corso di un seminario organizzato dalla Commissione europea il 2 febbraio. Al seminario, tenuto presso la Wageningen University and Research Centre, hanno partecipato funzionari della Commissione ed esperti di fama, che hanno discusso le sfide decisive che devono affrontare la politica agricola e la ricerca: l'allargamento dell'Unione, la concorrenza globale, la diffidenza dei consumatori, l'accettazione da parte della società e il controllo delle epidemie. Il Commissario Busquin ha anche annunciato che, oltre ai nuovi strumenti del sesto programma quadro (6PQ), la Commissione europea sta esaminando la possibilità di installare nuove piattaforme tecnologiche per la creazione di uno Spazio europeo della ricerca agroalimentare. L'Unione conta attualmente circa 7 milioni di coltivatori, che con l'allargamento arriveranno a quasi 17 milioni. Come ha spiegato il prof. Patrick Cunningham del Trinity College di Dublino: 'Secondo le stime, la produttività media [dei paesi dell'adesione] è l'11% di quella dell'Europa occidentale. Nei prossimi decenni si avranno quindi enormi cambiamenti nelle strutture agricole dei paesi orientali'. Il prof. Cunningham ha insistito su questa decisiva sfida macroeconomica, che l'Unione europea ha invece sottovalutato. La globalizzazione non farà che esacerbare il problema; studi recenti hanno mostrato che per i principali alimenti, come carne, latte e cereali, i produttori a più basso costo di altri paesi sviluppati sono in grado di fornire prodotti a meno della metà del prezzo europeo. Come afferma il Dr Manfred Lückemeyer, dell'iniziativa di ricerca agricola (EURAGRI), la combinazione di questi fattori macroeconomici richiede che 'la ricerca agricola miri ad una migliore comprensione di quel viluppo di rapporti esistenti tra gestione agricola, produzioni alimentari, tecnologia alimentare e salute umana'. Tutto ciò va di pari passo con il passaggio da 'produzione a orientamento al consumatore, e l'importanza data adesso alla qualità ed alla sicurezza del cibo', aggiunge il Dr Lückemeyer, soprattutto sull'onda delle persistenti rivelazioni di deficienze nel sistema alimentare che hanno intaccato la fiducia dei consumatori. Queste sfide dovrebbero indurre l'Unione europea a mostrarsi prudente con la nuova tecnologia alimentare: sebbene l'Europa non sia stata al centro della recente rivoluzione negli alimenti geneticamente modificati (GM), tutti i principali interessati sanno bene che ora deve mettersi in pari se non vuole farsi sfuggire la splendida opportunità di aumentare l'efficienza della sua produzione alimentare. Come afferma il prof. Cunningham, 'Una delle sfide è proprio equilibrare una giustificata cautela con l'accettazione dei vantaggi che può dare la scienza, non solo a scienziati e produttori alimentari, ma alla società'. Il 6PQ ha contribuito a far progredire la discussione e a formare gruppi di ricerca europei, ricorda il Dr Lückemeyer, e aggiunge: 'restano molte esigenze da soddisfare per poter costruire un sistema di ricerca agricola europeo efficace ed efficiente. La maggior parte dei sistema di ricerca agroalimentare degli Stati membri continuano ad avere un orientamento nazionale, ma molti dei problemi che ci aspettano non si fermano ai confini nazionali. 'Bisogna assolutamente migliorare la cooperazione per tutto quanto potrebbe trarre giovamento da uno sforzo congiunto, come lo sviluppo agricolo e rurale sostenibile, la coltivazione biologica e la salute del bestiame. Ci vuole cooperazione anche in termini di massa critica, costo/risultati, efficienza e finalità, ampliamento dei database e qualità della ricerca', ha concluso il Dr Lückemeyer. Il Commissario Busquin si è detto d'accordo con la valutazione del Dr Lückemeyer: le preoccupazioni dei consumatori 'hanno dato vita a nuove sfide nella produzione alimentare ed agricola, creando nuove sfide per la ricerca'. 'I nuovi strumenti del sesto programma quadro - la rete di eccellenza e i progetti integrati - favoriscono grandi consorzi e progetti a finalità più ampie e integrate. Essi dovrebbero anche consentirci di integrare biologia, chimica, economia sociale ed altro ancora, in modo da fornire risposte esaurienti alle sfide che ci troviamo di fronte'. Attualmente la Commissione sta lavorando al nuovo programma di lavoro 2005- 2006, che verterà su attività critiche non coperte dalla prima metà del 6PQ. Busquin ha concluso facendo notare che per aumentare ulteriormente la cooperazione europea nelle sfide emergenti del settore agroalimentare si dovrebbero creare con una certa celerità quelle nuove piattaforme tecnologiche di cui aveva già parlato in apertura del suo discorso.

Il mio fascicolo 0 0