Save British Science commenta le proposte del governo in merito ad un programma scientifico decennale
In merito ad una consultazione del governo britannico sul suo programma d'investimento decennale sulla scienza e l'innovazione, Save British Science (SBS) ha commentato che il governo non dovrebbe concentrarsi unicamente su quei settori di cui prevede un'importanza strategica futura per il Regno Unito. SBS richiede altresì che il governo sostenga sia gli attuali settori d'eccellenza, sia quelli che presentano nuove potenzialità. La risposta di SBS è sorprendentemente positiva nei confronti delle proposte del governo, benché evidenzi alcune tematiche da approfondire maggiormente. "Siamo lieti del tentativo del Governo di creare un programma quadro d'investimenti nel settore scientifico, in quanto crediamo che la scienza, l'ingegneria e la tecnologia continueranno a dimostrarsi i veri protagonisti dello sviluppo dell'economia britannica dei prossimi anni", dichiara SBS. In risposta alla domanda del governo sulle aree che offrirebbero "opportunità, per la base di ricerca britannica, di ottimizzare e favorire l'economia e la società, e che potrebbero formare la base per i programmi futuri di ricerca strategica", SBS è inflessibile. "Il Governo commetterebbe un errore se cercasse di prevedere settori particolari su cui concentrare gli investimenti per i prossimi dieci anni. Possiamo citare numerosi esempi famosi di tentativi falliti di prevedere il settore scientifico più utile e importante, e siamo perfettamente consapevoli che un tale tentativo dovrebbe essere evitato, ora". In linea con tali commenti, SBS specifica che il governo dovrebbe evitare di stabilire obiettivi di ricerca. SBS sostiene che il ruolo del governo nei confronti della ricerca dovrebbe limitarsi a garantire finanziamenti adeguati e a salvaguardare la libertà dei membri della comunità di ricerca, in modo che possano perseguire le idee che ritengono più interessanti. L'organizzazione sostiene che il ruolo del governo dovrebbe altresì comprendere politiche di sviluppo finalizzate a promuovere e premiare l'attuale eccellenza del settore e favorire le potenzialità. La dichiarazione di SBS suddivide i problemi relativi alla ricerca britannica in due categorie: problemi con soluzioni ovvie e problemi più difficili da risolvere. "Se il Governo si impegnerà seriamente a trasformare il Regno Unito in "uno dei paesi più competitivi in termini di scienza, ricerca e sviluppo", sarà opportuno concentrarsi sui problemi compresi in questa [prima] categoria, in modo da assicurare un progresso tangibile veloce e relativamente semplice. Tali problemi, nella maggioranza dei casi, sono già stati discussi almeno una volta in sede di revisione o di consultazione; non è il caso, quindi, di rinviarli ulteriormente". Secondo SBS, le problematiche comprese in tale categoria includono lo stato dei laboratori scientifici nelle scuole secondarie e le difficoltà riscontrate nell'assumere e trattenere ricercatori di livello mondiale. Tra le problematiche della seconda categoria, di difficile risoluzione, è citata la mancanza d'investimenti privati nelle attività di ricerca. "Non è facile incoraggiare o costringere le aziende che prediligono il breve termine a comportarsi diversamente", dichiara SBS. Fra gli altri problemi compresi in tale categoria, citiamo la mancanza di fiducia nella capacità del governo di ottenere pareri scientifici e di avvalersene, nonché la scarsa considerazione della scienza, dell'ingegneria e dei giovani. Save British Science non pretende di trovare la risposta a tali problemi, ma è convinta che se il governo decidesse di affrontare le problematiche comprese nella prima categoria, "le comunità scientifiche e il mondo commerciale dovrebbero impegnarsi a loro volta, e maggiormente, fino ad ottenere risultati concreti per loro stessi". L'organizzazione conclude la propria risposta commentando la partecipazione del Regno Unito ai Programmi Quadro comunitari per la ricerca. SBS ritiene che il Regno Unito potrebbe aggiudicarsi circa 2,5 miliardi di euro di contributi complessivi nel corso del sesto programma quadro (6°PQ), anche se la ricerca richiederà, in realtà, circa 3,14 miliardi di euro. "Per un'università, l'unica fonte di finanziamento realistica da cui poter prelevare tale sovvenzione è il consiglio di finanziamento relativo, i cui budget, però, sono già stati portati al limite", dichiara SBS. Accettando con riluttanza le scarse probabilità di cambiare le cose con il 6°PQ, SBS dichiara che "il Governo britannico non può fare altro che seguire l'atteggiamento degli altri stati membri, vale a dire di reperire l'ammanco da altre fonti". SBS aggiunge che c'è un po' di confusione in merito all'obiettivo reale del finanziamento comunitario per la ricerca. Benché nel Trattato si dichiari che l'obiettivo sia "consolidare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria comunitaria", alcuni ritengono che l'intenzione reale sia quella di trasferire le conoscenze e le abilità dai paesi più ricchi a quelli più poveri, sostiene SBS. "Sarebbe davvero un obiettivo politico eccellente se i paesi europei più ricchi sostenessero effettivamente quelli più poveri e li aiutassero a sviluppare il loro potenziale scientifico; tuttavia, dobbiamo ammettere che tale obiettivo si allontana da quello finalizzato a finanziare l'eccellenza scientifica. "Si potrebbero sviluppare programmi separati d'investimenti, sia finalizzati all'eccellenza scientifica, sia allo sviluppo delle capacità nei paesi meridionali, per poi espandersi verso i paesi dell'est. Un unico programma non è sufficiente a risolvere entrambe le questioni contemporaneamente".
Paesi
Regno Unito