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Gli europarlamentari alla ricerca di un equilibrio tra protezione dei diritti di proprietà intellettuale e garanzia d'accesso alla medicina

Durante l'audizione del 18 gennaio, la commissione commercio del Parlamento europeo ha potuto ascoltare pareri assortiti sulla questione se la nuova legislazione sulla proprietà intellettuale nei paesi in via di sviluppo incida o meno sulla ricerca e l'accesso alla medicina. ...

Durante l'audizione del 18 gennaio, la commissione commercio del Parlamento europeo ha potuto ascoltare pareri assortiti sulla questione se la nuova legislazione sulla proprietà intellettuale nei paesi in via di sviluppo incida o meno sulla ricerca e l'accesso alla medicina. L'accordo TRIPS (trade-related aspects of intellectual property rights) dell'Organizzazione mondiale del commercio era stato firmato nel 1995 per garantire il rispetto dei brevetti farmaceutici. Ai paesi in via di sviluppo era però concessa una deroga, che dava loro tempo fino al 1° gennaio 2005 per allineare con l'accordo la loro legislazione sulla proprietà intellettuale. Tutti hanno ammesso la difficoltà di trovare un equilibrio tra assicurare che i paesi in via di sviluppo possano permettersi di importare farmaci e garantire al tempo stesso la protezione della proprietà intellettuale stimolando anche la ricerca. 'Spetta a noi aiutare le persone e i paesi che hanno bisogno di procurarsi medicinali che non possono permettersi di pagare. Allo stesso tempo dobbiamo dare all'industria farmaceutica un contesto regolamentare che mantenga un clima favorevole per condurre la costosa ricerca e lo sviluppo', ha affermato l'europarlamentare ungherese Istvan Szent-Ivanyi. La nuova situazione viene definita preoccupante dai rappresentanti della Generic Pharmaceutical Industry Association e da Médécins sans Frontières, che hanno dichiarato che una situazione già insoddisfacente di per sé è prossima a peggiorare. Un consigliere del dipartimento proprietà intellettuale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMS) è stato più positivo, affermando che l'accordo fornirà una valvola di sicurezza. Parecchi partecipanti hanno espresso l'opinione che sia l'infrastruttura e non i brevetti la ragione per cui molti tra i paesi in via di sviluppo non hanno accesso alla medicina. Altri tra i presenti hanno rimesso in questione la difesa dei brevetti, affermando che essi non fomentano la ricerca e sviluppo come molti credono invece che facciano. 'Malgrado la forte protezione della proprietà intellettuale, l'innovazione ristagna', ha affermato Ellen t'Hoen di Médécins sans Frontières. L'europarlamentare svedese Carl Schlyter ha anche deplorato l'assenza di ricerca sulle malattie dette 'non redditizie', che sono però quelle che colpiscono le persone dei paesi più poveri. I brevetti sono stati criticati anche dall'europarlamentare italiano Vittorio Emanuele Agnoletto, che ha dichiarato che 'tutta la politica sui brevetti deve essere rivista da cima a fondo'. I paesi in via di sviluppo non sono i soli su cui si ripercuote l'accordo TRIPS: i costi sanitari nei paesi sviluppati lievitano per colpa del prezzo dei medicinali coperti da brevetto, ha affermato.